Salute: guerra al ‘killer silente’ del cuore, prevenzione nell’Agrigentino




Promozione-della-salute-a-MenfiGli aneurismi all’aorta rappresentano una patologia molto diffusa che purtroppo è silente, quindi non dà disturbi e spesso si scopre quando è molto tardi per poter intervenire, per questo motivo è sempre più importante la prevenzione”. Lo ha ribadito, in un’intervista pubblicata nei giorni scorsi sul Giornale di Sicilia, il cardiochirurgo Giovanni Ruvolo, presidente dell’associazione onlus A Cuore Aperto e direttore del reparto di cardiochirurgia dell’ospedale di Roma Tor Vergata, a margine di una nuova iniziativa per la promozione della salute e la prevenzione delle malattie cardiovascolari che si è svolta nelle scorse settimana a Santa Margherita Belice per poi ripetersi nei giorni successivi a Naro, dopo le tappe che nel 2014 hanno attraversato Cattolica Eraclea, Burgio, Villafranca Sicula, Montevago, Menfi.

La prossime tappe dovrebbero essere a Sambuca di Sicilia, poi a Cianciana e Ribera. Indicativi del trend i dati registrati a Santa Margherita Belice, dove il 12% su 50 persone visitate gratuitamente presenta una dilatazione dell’aorta ascendente e il 4% è a rischio aneurisma. Le persone a cui sono stati trovati problemi saranno visitate in queste mese per seguire l’evoluzione della patologia e decidere se sia il caso di intervenire con un intervento cardiochirurgico.

“Dopo i 50 anni lanciamo l’invito ad effettuare almeno una ecocardiografia color dopller per la valutazione cardiaca”, ha detto il cardiologo Fabio Triolo che esegue gli screening gratuiti dell’associazione onlus A Cuore Aperto insieme ai cardiologi Sara Vacirca e Stefano Borsellino e al cardiochirurgo Linda Pisano. “L’aneurisma dell’aorta – ha aggiunto Triolo – è definito un killer silente, perché il più delle volte ci si accorge soltanto quando l’aorta si rompe con un esito fatale”.

La dissezione dell’aorta e gli aneurismi degenerativi dell’aorta toracica sono fra le principali cause di morte negli Stati Uniti. Secondo le statistiche del “National Center for Health Statistics” del CDC (Centers for Disease Control), essi rappresentano la quindicesima causa di morte tra gli americani di età compresa tra i 55 e gli 84 anni. Uno studio recente condotto da Bickerstaff e colleghi a Rochester in Minnesota, mostra come l’incidenza degli aneurismi dell’aorta toracica tra il 1980 e il 1994 abbia raggiunto il valore di 10,4 nuovi casi ogni 100.000 persone l’anno, valore che proiettato su tutta la popolazione generale risulta di notevole entità. Gli aneurismi dell’aorta toracica, nella maggior parte dei casi, si localizzano a livello dell’aorta ascendente, segue la localizzazione a livello dell’aorta toracica discendente ed infine a livello dell’arco aortico. L’eziologia degli aneurismi dell’aorta toracica è varia e può esser così classificata: aneurismi degenerativi (aterosclerotici e da degenerazione cistica della media; aneurismi infiammatori; infettivi e non infettivi; aneurismi post traumatici; aneurismi congeniti; aneurismi post-stenotici; aneurismi dissecanti cronici. (Scheda tratta da un articolo del cardichirurgo Linda Pisano, dirigente medico del Policlinico Giaccone-di Palermo, pubblicato su Cardionews di marzo 2014).