Ddl anti corruzione, primo via libera in commissione Giustizia al Senato

grasso-ardizzonmeE’ arrivato il primo via libera, ieri in commissione Giustizia, al ddl anti corruzione. Aumentano tutte le sanzioni di reati principali contro la pubblica amministrazione, dalla corruzione all’indebita induzione al peculato. Stretta anche sull’associazione mafiosa. Sconti di pena per chi collabora con la giustizia e patteggiamento vietato a chi non restituisce il prezzo del reato.

Il falso in bilancio, depenalizzato dal Governo Berlusconi, torna ad essere un reato severamente punito. Quest’ultima prevede misure più severe per le quotate e, nelle non quotate, un aumento della reclusione mitigato da una riduzione sei fatti sono lievi e la non punibilità se il danno è ridotto. Questi i punti principali del ddl a prima firma del presidente del Senato Pietro Grasso. Il provvedimento passa ora all’esame dell’aula del Senato per approdare successivamente alla Camera. Sullo sfondo l’inchiesta sulle Grandi Opere e le tangenti che ha coinvolto il ministro Maurizio Lupi, comunque non indagato, che sta presentando in queste ore le dimissioni.

“Pronti all’uno-due: la prossima settimana sarà cruciale per mettere finalmente i corruttori alle corde: da un lato l’aumento delle pene dei reati più gravi, la diminuente per chi collabora e la reintroduzione del falso in bilancio al Senato e dall’altro l’allungamento dei tempi di prescrizione alla Camera potranno davvero rappresentare il colpo decisivo nella lotta alla corruzione”, ha dichiarato Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia di Montecitorio commentando il primo via libera al ddl anti corruzione. Intanto, gli italiani non sono soddisfatti dell’azione del governo contro la corruzione. Per il 65%, secondo un sondaggio di Ixè per Agorà (Raitre), l’esecutivo non fa abbastanza, mentre a promuovere il premier Matteo Renzi e i suoi ministri è il 23%.

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