Primarie Agrigento, lettera di Silvio Alessi a Matteo Renzi



Silvio Alessi
Silvio Alessi

“Caro Matteo, mi permetto il tono confidenziale ed il Tu perché è a questo spirito che hai improntato la tua corsa politica finalizzata a ‘Cambiare Verso’, a cambiare direzione e modo di fare, a cambiare verso una Nuova Italia”.

Lo scrive Silvio Alessi, l’imprenditore vicino a Forza Italia e simpatizzante di Silvio Berlusconi vincitore delle strane primarie agrigentine che oggi dovrebbero essere “sconfessate” ufficialmente dal segretario regionale del Pd Fausto Raciti, riunito in queste ore con i dirigenti e i parlamentari del Pd Agrigento, già alle prese con la nuova candidatura da proporre agli elettori agrigentini.

“Ed è proprio per questo che moltissimi Italiani, anche se non iscritti, hanno votato alle primarie del PD ed hanno votato per Te, e poi hanno votato, Ti hanno votato ancora, come Segretario del Partito Democratico. E tutti quelli che Ti hanno votato, e che ancora credono in Te come Segretario di partito e come Presidente del Consiglio, erano stati elettori o iscritti del PD? Certamente no. Ovviamente no”.

In effetti, basta ricordare le primarie in provincia di Agrigento dove Renzi ha vinto grazie alle “truppe cammellate” di berlusconiani, finianiani, cuffariani, lombardiani, gentiliani e via dicendo.

“Altrimenti – scrive Alessi a Renzi – il Partito Democratico non avrebbe mai potuto raggiungere il 40% e più di consensi alle ultime Elezioni Europee. Quindi molti Italiani hanno creduto in un Nuovo progetto, politico e di Governo del Paese. Molti Italiani hanno creduto che Matteo Renzi potesse portare il Partito Democratico ad essere, profondamente, un Nuovo Partito. Un moderno Partito socialdemocratico che guardasse alla profonde radici di sinistra ma anche verso il centro ed alle mutate esigenze e configurazioni della Società Italiana che non aveva e non ha più bisogno di un partito comunista. Perché l’Italia è cambiata, così com’è cambiata l’Europa. E l’Italia non crede più in alcun “uomo dei miracoli”, alle bandiere e agli slogan, crede invece in uno sforzo collettivo di “rottamazione” non certo delle persone ma delle “vecchie” idee, di un “vecchio” modo di fare. Crede in un nuovo impegno di tutta la politica. L’Italia è cambiata, e con essa sono cambiate sia la Destra che la Sinistra, e sono cambiate profondamente, molto profondamente. Così come ne sono mutate le distinzioni”.

Alessi affronta la questione anche dal punto di visto filosofico-politico. “Altrimenti non ci sarebbe stato motivo che Norberto Bobbio sin dal 1994 e poi di recente tantissimi altri come Alessandro Gilioli, Elisabetta Amalfitano, Fabrizio Barca e Piero Ignazi, Enrico Morando e Giorgio Tonini, oppure Marco Revelli e tantissimi altri ancora, più o meno conosciuti ma tutti molto profondi ed attenti al cambiamento, si ponessero il problema di ragionare e scrivere pagine e pagine sul mutamento della politica e della Sinistra italiana in particolare. Una Sinistra non più settaria e chiusa in se stessa ma plurale ed aperta verso il centro e verso il cambiamento. Esattamente in questo spirito plurale ed inclusivo abbiamo, sul tuo esempio, immaginato, realizzato ed affrontato le Primarie aperte per la scelta del candidato a Sindaco di Agrigento. Hanno votato 4150 elettori, molti per una realtà come quella agrigentina, quindi ci hanno creduto”.

Poi il presidente dell’Akragas, fino all’ultimo difeso dal presidente dekla Regione siciliana e leader del Megafono Rosario Crocetta, va al dunque e spiega: “Io sono risultato il più votato e sono e resto il candidato della coalizione Agrigento 2020. Ora quella coalizione scricchiola, sembra quasi tendere a rompersi per posizioni variegate interne al Partito Democratico. Perché? Perché non ha vinto il candidato PD alle primarie? Sarebbe abbastanza squallido e poco conducente. Perché ho detto di aver votato altri Partiti e non il PD in precedenza? Ma tutti gli Italiani che hanno aderito al Partito Democratico ed hanno votato alle primarie ed hanno votato per Te Segretario, avevano prima votato PD ? Certamente no. Altrimenti il Partito Democratico avrebbe ottenuto il 40% di consensi anche prima”.

Silvio Alessi non si tira indietro. “Ed allora, Caro Matteo, cambiamo verso anche ad Agrigento, apriamoci a quella ‘rottamazione’ ed a quella pluralità che solo se veramente e sinceramente poste in essere anche in ambito locale potrà portarci a cambiare davvero l’Italia a partire da ogni singola Città. Io sono pronto alla sfida e resterò candidato a Sindaco, spero tanto anche del Partito Democratico e per una Agrigento che guardi avanti, che guardi “Verso” il 2020′. Un caro abbraccio, Silvio Alessi“.