Agrigento, bonus disabili in ritardo per 100 famiglie: denuncia in Questura

agrigentoI buoni socio sanitari relativi all’anno scorso ad Agrigento per i diversamente abili non sono ancora arrivati, e si resta anche in attesa delle quote parte (del 20% circa rispetto al contributo concesso) che il Comune negli anni precedenti doveva aggiungere ai fondi trasferiti dalla Regione. Con questi presupposti i familiari degli aventi diritto sono scesi sul piede di guerra. E hanno presentato una denuncia formale in Questura. “Non è possibile che ogni anno proprio il comune capofila del distretto socio sanitario non riesca a darci quanto ci spetta per affrontare situazioni di grave disagio, mentre negli altri comuni bene o male si erogano il buono e i voucher – dicono i venticinque firmatari della denuncia in rappresentanza delle circa 100 famiglie degli aventi diritto -: molti di noi stanno in nuclei familiari mono reddito, con grandi difficoltà si affrontano le spese per le cure, i presidi sanitari e quanto occorre per i nostri congiunti ammalati. E ogni anno il bonus arriva sempre più tardi e diminuisce l’importo: si tratta di meno di 500 euro l’anno, con cui si copre ben poco. A questo si aggiunge che il Comune dovrebbe darci la propria parte e da anni questa non ci viene data, promettendoci che l’avremo l’anno che segue. Ora pretendiamo di averla anche per gli anni 2012 e 2013, e di sapere dove siano finite queste somme”. Gli stessi portavoce delle famiglie dei disabili agrigentini, nell’esposto presentato in Questura, dichiarano di essersi recati da mesi ogni giorno nell’ufficio Servizi sociali e che finora non hanno ricevuto risposte chiare né univoche rispetto alla pubblicazione delle graduatorie, per capire quanti abbiano diritto, o ai tempi per l’elargizione del contributo. “Stiamo esercitando la difesa di un nostro diritto – dicono ancora – e siamo pronti a ogni forma di protesta: intendiamo capire se rispetto a quanto accade risulti qualche ipotesi di reato a carico di chi non ha fatto rispettare la norma, e se sia il caso che si proceda per vie legali”.