L’uomo di Renzi ad Agrigento a casa di Berlusconi, bufera su Zambuto




Renzi e Zambuto alla Leopolda
Renzi e Zambuto alla Leopolda

Bufera su Marco Zambuto, “rappresentante” di Matteo Renzi ad Agrigento, dopo un incontro privato e “segreto”, nei giorni scorsi, con Silvio Berlusconi. I vertici del Pd, dopo le “rivelazioni” pubblicate oggi dal quotidiano La Repubblica, hanno “costretto” Zambuto alle dimissioni da presidente dell’assemblea Pd siciliano. L’ex sindaco di Agrigento, capita l’antifona, non ha perso tempo e si è dimesso.

“Con sdegno respingo – ha detto Zambuto annunciando le dimissioni all’agenzia Adnkronos – il barbaro tentativo di coinvolgermi politicamente in un episodio di solidarietà umana nei confronti di un vecchio amico con il quale oggi, politicamente sono totalmente diversificato e totalmente distante”. “Nessuno, se non in malafede – ha spiegato l’ex sindaco di Agrigento – può mettere in dubbio la mia linearità politica nei confronti del Pd. Pur tuttavia, considerando i tempi di barbarie che stiamo vivendo sotto l’aspetto civile e politico, che non permettono di distinguere i gesti, al fine di non volere recare danno al Pd, sono pronto a fare un passo indietro e rimettere il mio mandato all’assemblea del Pd”.

“Sono andato a Palazzo Grazioli – ha spiegato Zambuto a La Repubblica – per una questione umana: Gallo Afflitto era in difficoltà perché alcuni media avevano rilanciato le dichiarazioni di un pentito secondo il quale il deputato nel 1988 avrebbe concorso a un omicidio di mafia (accuse ritenute dai magistrati privi di fondamento, ndr). Mi ha chiesto lui, insomma, di testimoniare davanti a Berlusconi sulla sua onestà. E lo ha chiesto a me proprio perché, da avversario, potevo risultare credibile”.

I vertici del Pd erano stati chiarissimi. “Chieda scusa ai militanti del Pd e si dimettete dalla carica”, aveva scritto su Facebook il presidente della Commissione Attività istituzionali dell’Ars Antonello Cracolici (Pd), dopo la notizie dell’incontro del presidente del Pd siciliano con Berlusconi a Palazzo Grazioli insieme al deputato nazionale e vice coordinatore di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto mentre ancora continuano le polemiche sulle strane primarie agrigentine con la coalizione trasversale che va da crocettiani a cuffariani, da renziani a berlusconiani. Anche il vicesegretario regionale del partito Lorenzo Guerini e il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone avevano chiesto le dimissioni di Zambuto dalla sua carica.

“Sarebbe abbastanza utile che si dimettesse, altrimenti poi lo facciamo noi”, aveva detto il presidente della Regione Rosario Crocetta a margine di una conferenza stampa a Palermo. “Sono veramente costernato del fatto che Zambuto dica che sia andato a palazzo Grazioli per garantire dell’onestà di un parlamentare rispetto ad un possibile coinvolgimento di quest’ultimo nel concorso per un omicidio di mafia. Ma cosa c’entra questa cosa che dice? Queste affermazioni mi hanno lasciato sconvolto. L’ascesa di Marzo Zambuto a presidente del Pd siciliano – ha aggiunto il governatore – penso sia stata troppo accelerata: è passato da esponente di Forza Italia, poi del centro e poi presidente del partito in Sicilia. Ci sta che le persone cambino, ma ci sta poco che chiunque viene occupa posizioni apicali”.

“Quando si ricoprono cariche di responsabilità all’interno del Pd – Baldo Gucciardi, presidente del gruppo dem all’Ars – bisogna sempre avere rispetto per gli iscritti ed i sostenitori. E quando si compiono atti a dir poco superficiali che tradiscono il rapporto di fiducia con il partito e i suoi elettori, non resta che trarne le conseguenze”. “Le dimissioni di Zambuto – ha dichiarato invece il deputato Pd Giuseppe Lauricella – sono un atto serio, coerente con le recenti scelte, che speriamo chiuda definitivamente l’opaca vicenda delle primarie agrigentine. Il Pd in Sicilia deve uscire dalle ambiguità che hanno segnato molte vicende anche regionali, che ancora resistono ma che non possono essere mantenute. Il Pd deve essere aperto ma definito. Ho apprezzato ultimamente gli atti assunti dal segretario Raciti, importanti sul piano della coerenza e dell’etica politica”.