Pd, caso Zambuto-Berlusconi: Ferrandelli attacca i ‘gattopardi’ di Renzi




ferrandelli“Prendo atto delle dimissioni di Marco Zambuto, che considero un passo dovuto nei confronti del Pd siciliano e dei suoi iscritti, militanti ed elettori”. Lo ha affermato Fausto Raciti, segretario regionale del Partito democratico in Sicilia, commentando le annunciate dimissioni di Zambuto dalla carica di presidente dell’Assemblea regionale del Pd Sicilia, dopo le polemiche a causa del suo incontro fino a ieri “segreto” con Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli accompagnato dal deputato di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto. Ma non hanno parlato di politica o primarie, si è affrettato a dire Zambuto, hanno discusso di “questioni umane”. “Sul caso delle amministrative di Agrigento – ha aggiunto Raciti – la scelta di superare le primarie, che rischiavano di diventare un’altra cosa rispetto a ciò che la nostra gente chiede e si aspetta, era l’unica strada percorribile. Ma c’è un altro aspetto che emerge con forza e che deve essere ben chiaro – ha concluso il segretario Pd – in Sicilia non permetteremo a nessuno di considerare il Pd un autobus sul quale salire a ridosso delle elezioni, ad uso e consumo dei propri calcoli”.

Ed ora prosegue lo scontro tra renziani. Marco Zambuto era considerato l’uomo di Renzi ad Agrigento. Sbotta il deputato regionale Fabrizio Ferrandelli. “Quando mesi fa ho detto che la rottamazione si era fermata sullo Stretto, i big siculi di Renzi – spiega in una nota – mi hanno accusato di alto tradimento, isolandomi. L’affaire Agrigento e, prima ancora, la deriva gattopardesca ufficializzata alla Faraona, con la riesumazione dei dinosauri, dimostrano che stavo dalla parte giusta, che è quella di tanti militanti, dirigenti ed elettori democratici che ritengono vomitevole una gestione del Pd da parte di autorevoli esponenti del partito siciliano e del governo nazionale che, non solo ci stanno facendo perdere la faccia, ma ancor piu’ grave, rischiano di infangare una storia nobile che è quella di Pio La Torre e di Piersanti Mattarella. Adesso basta, convochiamo l’assemblea regionale del Pd in Sicilia, eleggiamo un nuovo presidente e soprattutto – ha concluso il deputato – stabiliamo il verso giusto del Pd siciliano”. Ferrandelli, tra i renziani ribelli, si era opposto alle strane primarie dell’inciucio agrigentino che lui stesso ha ribattezzato “la Faraona”, prendendo di mira il sottosegretario all’Istruzione Davide Faraone.