Formazione e corruzione in Sicilia, a processo 20 politici e manager




giacchettoInizierà il 7 luglio, davanti alla quarta sezione del Tribunale di Palermo, il processo cosiddetto “Ciapi 2”, contro venti persone fisiche, tra politici e manager, e cinque giuridiche, imputate di reati che vanno dalla corruzione alla violazione delle regole sul finanziamento pubblico dei partiti: lo ha deciso il Gup Lorenzo Matassa, che ha accolto la richiesta dei pm, nella seconda parte dell’inchiesta sull’ente di formazione Ciapi, già al centro di un altro dibattimento, aperto nel marzo 2014 alla quinta sezione del Tribunale del capoluogo siciliano.

Tutto ruota attorno al “sistema Giacchetto”, così chiamato dal nome del manager Faustino Giacchetto, titolare di fatto di una serie di aziende impegnate nel campo della pubblicità e della comunicazione delle iniziative formative. Giacchetto avrebbe corrotto o comunque ottenuto i favori di una serie di esponenti politici e funzionari, promettendo loro denaro, viaggi o il pagamento di manifesti elettorali e materiale propagandistico: in cambio avrebbe ottenuto agevolazioni per aggiudicarsi gli appalti della comunicazione delle iniziative formative del Ciapi, che andavano avanti con fondi europei e finanziamenti da 15 milioni di euro. Proprio Giacchetto e’ il capolista del primo processo e del filone dei “Grandi eventi” (al centro di un altro dibattimento) e, adesso, lo è anche di “Ciapi 2”.

A giudizio vanno pure il senatore di Forza Italia Francesco Scoma, che risponde di corruzione, il deputato regionale ex Pdl Santi Formica, l’ex parlamentare regionale Pdl Salvino Caputo, accusati – come il loro collega deputato dell’Udc all’Ars Nino Dina – di violazione del finanziamento dei partiti. Stesso reato contestato agli ex consiglieri comunali di Palermo Salvatore Alotta e Gerlando Inzerillo, al sindaco di Santa Flavia (Palermo) Salvatore Sanfilippo. Imputato – per la seconda volta – pure l’ ex presidente del Ciapi, Francesco Riggio, e poi gli ex dirigenti Sandro Compagno e Carmelo Bellissimo e infine gli imprenditori e funzionari regionali Calogero Bongiorno, Massimiliano Sala, Armando Caggegi, Giancarlo Ferrara, Maurizio Pipitone, Antonina Di Salvo, Alfredo Flaccomio, Ornella Graziano e Vincenzo Li Mandri. A giudizio pure le societa’ Media Consulting srl, la Media Center and Management srl, la Effemmerre Group 007 srl, la Cofarg srl, e la Adilat sas di Di Salvo Antonina. (AGI)