Mafia, processo a Gerlandino Messina, carabinieri in aula: così catturammo il boss

Gerlandino Messina dopo l'arresto
Gerlandino Messina dopo l’arresto
Nuova udienza oggi nell’ambito del processo a carico di Gerlandino Messina, ritenuto l’ex capo della mafia agrigentina, attualmente detenuto nel carcere di Tolmezzo, in regime carcerario di 41bis. Sono state ascoltate in aula le testimonianze di carabinieri che parteciparono al blitz che portò alla cattura del latitante empedoclino braccato nel suo covo di viale Stati Uniti a Favara il 23 ottobre del 2010 a Favara dopo undici anni di latitanza.

Difeso dall’avvocato Salvatore Pennica, l’ex numero uno della cupola agrigentina, che risponde di associazione mafiosa e possesso illegale di armi, ha appreso così direttamente dagli investigatori che prima dell’arresto a Favara per tre giorni un furgone civetta dei militari dell’Arma dei carabinieri, dotato di telecamere, microfoni direzionali e altri dispositivi tecnologici lo stavano monitorando notte e giorno. Poi scattò il blitz con i carabinieri del Reparto operativo dei carabinieri di Agrigento e le teste di cuoio del Gis che fecero irruzione nella palazzina ponendo fine alla sua latitanza iniziata undici anni prima.