Mafia, l’ordine giornalisti al pm Principato: diritto cronaca non è mai una scusa

Grandangolo-14-dell11-aprile-2015Uno “scoop” di Grandangolo, il settimanale agrigentino diretto da Franco Castaldo, ha fatto infuriare il magistrato antimafia Teresa Principato, ma non si è fatta attendere la replica del presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia Riccardo Arena sul “diritto di cronaca”.

L’articolo pubblicato oggi sul quotidiano online grandangoloagrigento.it sfugge ad ogni mia comprensione perchè mai per esso potrebbe essere invocata la ridicola scusa del diritto di cronaca”. Lo ha affermato in una nota il procuratore aggiunto di Palermo, Teresa Principato, che ha duramente contestato la pubblicazione di alcune notizie riguardanti Giuseppe Tuzzolino, 35 anni, arrestato nel giugno del 2013, per corruzione, abuso d’ufficio e truffa aggravata ai danni dello Stato e del Comune di Palma di Montechiaro. Secondo il sito Tuzzolino, che da anni collabora con l’autorità Giudiziaria, avrebbe accettato, insieme al suo nucleo familiare, di essere sottoposto a programma provvisorio di protezione per decisione “della Dda di Palermo, probabilmente sollecitata dal Procuratore Aggiunto Teresa Principato“, perchè avrebbe reso dichiarazioni su “Matteo Messina Denaro, e i luoghi della sua latitanza nonchè aver coinvolto personaggi eccellenti della magistratura, della politica, dell’imprenditoria siciliana”.

Nell’articolo, ha sottolineato il procuratore aggiunto “si promettono ulteriori rivelazioni per domani e si adombra la possibilità di arresti imminenti“. Nella nota Principato si chiede: “E’ questo diritto di cronaca, su una non notizia di cui non si conosce l’effettiva esistenza e, in caso positivo, la consistenza? O è un modo di mettere a repentaglio la vita di una famiglia che, dopo tante traversie e minacce ricevute, si è decisa ad affidarsi allo Stato? O, ancora, è il modo per mettere ulteriormente a rischio la vita di magistrati ed inquirenti che fanno il loro lavoro?”. “In assenza di una notizia – conclude il magistrato – ed in presenza, quand’anche la stessa vi fosse, dei rischi che la diffusione della stessa comporterebbe, io mi sentirei di parlare non certo di un fantomatico diritto di cronaca, ma di una irresponsabile condotta di favoreggiamento di ambienti criminali cui, peraltro, Tuzzolino ha già dichiarato di essere vicino”.

“Nutriamo il massimo rispetto nei confronti del procuratore aggiunto Teresa Principato, consapevoli come siamo dei rischi che corre, assieme ai suoi colleghi, ma non sta a lei stabilire se ci sia o meno una notizia riguardo a fatti di evidente, enorme interesse pubblico”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena, replicando alle dichiarazioni del Pm Principato. “I colleghi di Grandangolo Agrigento – ha proseguito Arena – hanno fatto solo il loro dovere di cronisti, tornando peraltro a parlare di fatti ormai più o meno di dominio pubblico, relativi alle dichiarazioni rese da un professionista della provincia di Agrigento su mafia, massoneria e sul superlatitante Matteo Messina Denaro. Se la dottoressa Principato ritiene che vi sia un favoreggiamento di ambienti criminali, nella pubblicazione di notizie, ha un solo dovere: formulare un’ipotesi di reato, cominciando a indagare sugli ambienti dai quali può essere uscita la notizia, prima che sui giornalisti. Nemmeno nel merito le censure mosse a Grandangolo hanno un senso – ha aggiunto il presidente dell’OdG Sicilia – perchè i colleghi hanno riferito di misure di protezione già adottate in favore del dichiarante, la cui incolumità è dunque già tutelata dalle forze dell’ordine. Il diritto di cronaca non è mai una scusa, men che meno che ridicola, è il nostro mestiere e anche il sale della democrazia”.