Buona Scuola, Renzi: ‘Sciopero incomprensibile con 100.000 assunzioni’

“Mi sembra paradossale che si faccia sciopero. Si fa sciopero per un motivo che per me resta incomprensibile”. Lo ha affermato il premier Matteo Renzi, parlando della riforma della scuola e della mobilitazione convocata per il 5 maggio, durante una manifestazione elettorale a Mantova trasmessa in diretta online da Youdem.tv.

Per Renzi “la riforma della scuola che stiamo facendo, su cui c’è grande contestazione, è un grande tentativo di recuperare all’Italia quello che dobbiamo essere. Trovo paradossale – ha sottolineato – che si faccia sciopero quando si assumono 100mila insegnanti, si mettono 1,5 miliardi per la scuola e si danno 500 euro di formazione agli insegnanti. Si fa sciopero per un motivo che per me è incomprensibile”.

“La scuola è un asse fondamentale per il futuro del Paese. L’obiettivo del ddl buona scuola è quello di renderla più moderna ed efficiente”, ha dichiarato, in una nota, Dorina Bianchi, vicepresidente del gruppo di Area Popolare (Ncd-Udc) alla Camera. “La decisione dei sindacati di scioperare è legittima ma sarebbe meglio guardare al merito delle cose piuttosto che arroccarsi su posizioni preconcette”. “Investiamo più di 3 miliardi, assumiamo più di 100mila docenti, diamo alla scuola autonomia. Chi scende in piazza non vuole cambiare”, ha scritto su Twitter la deputata del Partito democratico Simona Malpezzi, componente della commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera.

Intanto, oltre allo sciopero del 5 maggio, il giorno in cui prenderà il via l’esame degli emendamenti al ddl Buona Scuola il 24 aprile in Parlamento, “inizierà la protesta di migliaia di docenti e Ata, precari e di ruolo, proclamata tempestivamente da diversi sindacati autonomi e di base, che potrebbe continuare nel mese successivo”, ha ricordato in una nota stampa il sindacato Anief.

“La Buona Scuola di Renzi è una truffa”, ha dichiarato in una nota il deputato campano del Movimento 5 stelle Luigi Gallo, componente della commissione Cultura della Camera. “Non si elimina – ha affermato l’esponente stellato – il fenomeno delle supplenze, che saranno 20mila per l’intero anno 2015/2016 in tutte le scuole italiane. Non ci sarà l’organico aggiuntivo di 50mila docenti per realizzare l’autonomia e differenziare i percorsi didattici e l’offerta formativa, come aveva decantando il governo, perché questi docenti dovranno svolgere l’ordinario lavoro sulla propria disciplina. Non è prevista nessuna continuità didattica per gli studenti disabili, perché, nonostante i 100mila assunti, persistono 28mila docenti di sostegno supplenti”.