Riforma pensioni, Inps: reddito minimo per over 55, ok da Poletti

Sui pagamenti di tutte le pensioni il primo del mese “abbiamo trovato l’accordo con le banche”, adesso, “aspettiamo il decreto del governo che mi auguro venga varato il prima possibile”. Lo ha dichiarato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, durante un convegno alla Bocconi di Milano, sottolineando che “è a costo zero per le banche e per lo Stato, mentre c’è un grande vantaggio per i pensionati”. Inoltre Boeri ha rilanciato la proposta del reddito minimo per gli over 55 che perdono il lavoro che è ritenuta “interessante” dal governo.

“E’ uno dei temi che abbiamo in discussione: c’è un problema con chi è avanti con l’età e perde il lavoro. Dobbiamo trovare una soluzione e questa è una delle soluzioni possibili ed è interessante”, ha subito fatto sapere il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, commentando la proposta del presidente dell’Inps sull’assegnazione di un reddito minimo per gli over 55 che abbiano perso il lavoro mentre si studiano nuove forme di pensione anticipata.

“Se ci sono ‘tesoretti’ utilizziamoli per aggredire la povertà crescente con interventi mirati. Sarei contrario a parlare genericamente di un reddito di cittadinanza che può andare bene per le famiglie segnate da un disagio endemico, con i genitori disoccupati e con i figli a rischio di abbandono scolastico, alle quali bisogna garantire una vita dignitosa”, ha replicato in una nota il presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano. “Altra situazione – ha aggiunto – è quella caratterizzata dai pensionati “incapienti”, quelli che arrivano al massimo ai 600 euro al mese e che sono quasi sei milioni di cittadini ai quali, ad esempio, andrebbe gradualmente esteso l’aumento degli 80 euro già erogato ai lavoratori dipendenti“.

“Infine – ha concluso Damiano – l’area della nuova povertà può essere ridotta se consentiamo, introducendo un criterio di flessibilità nel sistema pensionistico, l’uscita dal lavoro a partire dai 62 anni con 35 di contributi ed una lieve penalizzazione dell’assegno pensionistico”. Come finirà sulla riforma pensioni 2015 resta ancora un mistero, solo Matteo Renzi potrebbe intervenire per fare più chiarezza ma il premier continua a preferire il silenzio sulla questione previdenziale e le necessarie modifiche alla legge Fornero.