Mafia, arrestati ingiustamente nell’operazione ‘Marna’: risarciti Stefano e Vincenzo Iacono

Arrestati con l’accusa di essere dei fiancheggiatori del boss Gerlandino Messina, assolti e infine risarciti dallo Stato per l’ingiusta detenzione che hanno patito. La Corte di appello di Palermo ha stabilito che il meccanico di Realmonte Stefano Iacono, 44 anni, e il siculianese Vincenzo Iacono, 38 anni, dovranno ottenere un indennizzo per i giorni trascorsi ingiustamente in carcere. I giudici hanno accolto la richiesta del difensore, l’avvocato Salvatore Pennica, e hanno stabilito che Stefano Iacono, che è rimasto in carcere tre mesi, dovrà essere risarcito con 25 mila euro; solo 3 mila per Vincenzo Iacono che è rimasto in cella ventidue giorni.

La legge non prevede un automatico risarcimento per chi è stato in carcere prima dell’assoluzione. Per ottenere il risarcimento è necessario, infatti, che non abbia “concorso con colpa grave o dolo” alla detenzione. I due Iacono erano stati arrestati il 29 ottobre del 2007 nell’operazione antimafia “Marna”. Si è trattato dell’ultima imponente operazione, eseguita dalla squadra mobile di Agrigento, che ha stretto il cerchio attorno all’allora superlatitante Gerlandino Messina che il 23 ottobre di tre anni dopo fu scovato dalle teste di cuoio dei carabinieri in una palazzina di Favara dove si era nascosto. L’inchiesta “Marna”, invece, passò sotto la lente di ingrandimento la rete di protezione composta da uomini vicini anche geograficamente al boss Messina, vale a dire Porto Empedocle, Realmonte e Siculiana.