Migranti, le risate dei trafficanti di morte intercettate dalla polizia

Aumentare a dismisura il numero dei migranti da caricare a bordo dei “barconi della speranza” – che sempre più spesso, invece, si trasformano in  “barconi della morte” – per far crescere proporzionalmente i profitti illeciti sul traffico di essere umani anche se questo significa ovviamente rendere più possibile la tragedia. Fra le intercettazioni contenute nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di 24 persone nell’ambito dell’inchiesta della Dda di Palermo, ce n’è una, in particolare, che spiega il modus operandi e la logica dell’organizzazione malavitosa con base operativa in Libia, dedita al traffico di essere umani. Una pericolosa organizzazione transnazionale specializzata nell’immigrazione illegale sventata dagli uomini delle Squadre mobili di Agrigento, Palermo, Catania, Roma e Milano coordinati dallo Sco (Servizio centrale operativo).

Durante una delle conversazioni intercettate dagli investigstori, un trafficante spiega al suo interlocutore che “non ha nessun problema”, l’unico è che “ha troppi migranti”, quindi spera “solo che possano arrivare a destinazione sani e salvi”. I due complici scherzano sul fatto che che il trafficante mette 500 migranti in un barcone, mentre l’altro ne imbarca piùdi quanto il barcone possa accogliere, aggiungendone altri ai 500 migranti “previsti” in una molto teorica capienza “regolamentare” delle carette del mare. La conversazione, che avviene via internet, per la polizia che ha condotto l’operazione Glauco II, conferma “che questi uomini senza scrupoli non esitano a raddoppiare il numero dei migranti da far salire sui barconi della morte rispetto alla effettiva loro capienza, pur di incrementare gli introiti, raddoppiando il numero dei disperanti a bordo e rendendo sempre piu’ rischiose le traversate”.