‘E’ socialmente pericolosa’, per Anna Messina chiesta sorveglianza speciale

Sorella di boss ma anche “donna di mafia” secondo i giudici. Anna Messina, 36 anni, di recente condannata a sei anni di reclusione per favoreggiamento di Cosa Nostra, rischia anche la sorveglianza speciale. Si tratta di un provvedimento, imposto a persone che sono ritenute socialmente pericolose, che prevede delle restrizioni della libertà personale fra cui uscire da casa negli orari serali, varcare i confini del proprio comune di residenza e frequentare pregiudicati. La richiesta della Direzione distrettuale antimafia doveva essere discussa ieri davanti ai giudici della seconda sezione per le misure di prevenzione presieduta da Luisa Turco.

Un altro impegno del collegio, che ha dovuto ritirarsi in camera di consiglio per emettere la sentenza del processo “Ouster”, ha fatto rinviare il procedimento. Anna Messina, che è difesa dall’avvocato Salvatore Pennica, secondo il gup di Palermo Riccardo Ricciardi – che il 14 gennaio scorso l’ha condannata – non si limitò a dare protezione al fratello boss latitante ma attraverso lo smistamento di pizzini contenenti direttive e ordini avrebbe contribuito al rafforzamento dell’associazione mafiosa.