Mafia, operazione ‘Ouster’: tre condanne e cinque assoluzioni

Solo tre imputati su otto vengono condannati. Gli altri ne escono indenni fra assoluzioni nel merito e prescrizione. La sentenza del processo scaturito dall’inchiesta “Ouster” è stata emessa ieri pomeriggio. I giudici della seconda sezione penale presieduta da Luisa Turco, con a latere Francesco Paolo Pizzo e Francesco Gallegra, hanno letto il dispositivo attorno alle 17. Sette ore prima si erano ritirati in camera di consiglio. La pena più alta è stata inflitta a Pasquale Antonio Cardella, 63 anni, di Licata, definito dal pm Rita Fulantelli durante la requisitoria “la figura di riferimento di Cosa Nostra nella sua città”.

La pena di 8 anni e 4 mesi inflitta dal tribunale si riferisce all’estorsione ai danni dell’imprenditore Francesco Urso – parte civile con l’assistenza dell’avvocato Giuseppe Scozzari, che in aula aveva accusato gli imputati – ma è stata esclusa l’aggravante mafiosa. Cardella, secondo i giudici, gli avrebbe imposto delle forniture di inerti. Il pm aveva chiesto 16 anni di carcere per tutte le accuse. Condanna anche per Giuseppe Galanti, 56 anni, e Angelo Occhipinti, 60 anni, accusati anche loro di tentata estorsione a Urso perché gli avrebbero imposto dei trasporti di inerti e perché avrebbero preteso una tangente di 40mila euro pari al 2 per cento del valore di una fornitura di calcestruzzo che stava svolgendo con la sua impresa fra Riesi e Ravanusa. Sei anni e sei mesi sono stati inflitti a Occhipinti, sei anni a Galanti. Per entrambi è stata riconosciuta l’aggravante mafiosa.
L’inchiesta ipotizzava anche l’intestazione fittizia di alcune aziende a prestanome di Cardella che era stato coinvolto in altre vicende di mafia. I giudici per quattro delle cinque ipotesi hanno escluso l’aggravante mafiosa e dichiarato la prescrizione. Assoluzione nel merito per l’ipotesi legata alla quinta impresa. Queste imputazioni erano contestate a Pasquale Cardella e ad altri due imputati, Marcello Bulone, 35 anni, e Gianluca Vedda, 40 anni. Nei loro confronti era stata proposta la condanna a 4 anni di reclusione ciascuno. Il figlio di Pasquale Cardella, Giuseppe Claudio, 39 anni, e Giuseppe Cardella, 34 anni (nipote di Pasquale) sono stati assolti dall’accusa di estorsione ai danni di Urso e di un secondo imprenditore edile, Michele Giorgio (accusa contestata anche a Pasquale Cardella, anch’egli assolto). Giorgio, 58 anni, era accusato di favoreggiamento perché, ascoltato dalla Procura, avrebbe smentito di avere subito ricatti e richieste estorsive.