25 aprile, la Resistenza vista dal ‘baby sindaco’ di Bivona

Il 25 Aprile visto in giovanissima età dal “baby sindaco” di Bivona Ludovico Sciara, 13 anni, in testa oggi al corteo della festa della Liberazione con la fascia tricolore insieme al sindaco Giovanni Panepinto, alle autorità civili, militari e religiose. Ecco il discorso letto oggi dal “sindaco dei ragazzi” della città delle pesche.

Trovarsi tutti insieme riuniti in questa piazza, oggi ha un significato tutto particolare. Ricordiamo, infatti, il sacrificio di moltissimi cittadini comuni, adulti, giovani, donne, preti e suore che hanno speso la loro vita per un alto valore: la libertà. Questo termine oggi troppo usato, settant’anni fa per i ragazzi di quel periodo era solo un sogno, poiché la dittatura nazifascista impediva ogni sua realizzazione. Così sognando e combattendo in condizioni impossibili, hanno dato vita a quel fenomeno storico chiamato Resistenza, il cui risultato finale è stata la nascita della nostra Repubblica e la sua Carta Costituzionale che continua ad essere la nostra guida, anche se spesso viene messa in discussione e contrastata.

Ha senso ancora ricordare questo avvenimento a settant’anni di distanza? Certamente sì, perché soprattutto noi ragazzi abbiamo un dovere nei confronti di chi ci ha preceduto, quello di non dimenticare e così difendere i valori della Resistenza dai pericoli sempre possibili, che la minacciano. Questa giornata non può essere solo un giorno di vacanza, deve essere invece un momento di autentica riflessione su scelte condivise che trasformano un insieme di persone in una collettività, in cui passato e futuro sono fortemente saldati”.