Agrigento, riti voodoo per obbligare le nigeriane a prostituirsi: cinque condanne

Cinque condanne a pene comprese fra i 3 anni e 8 mesi e i sei anni di carcere. Sono state inflitte nei confronti di un gruppo di nigeriani arrestati il 2 maggio scorso con l’accusa di avere sfruttato delle connazionali facendole arrivare in Italia per poi destinarle alla prostituzione. La sentenza è stata emessa, al termine del processo con rito abbreviato che ha quindi consentito agli imputati di ottenere della riduzione di un terzo della pena, dal gup Stefano Zammuto. Sei anni di reclusione ciascuno sono stati inflitti a Destiny Obuh, soprannominato “Bros Happy”, 32 anni, ritenuto il capo dell’organizzazione; Uche Obuh, 24 anni, soprannominata Vera; Bridget Owanlengba, 26 anni, detta Angela; 5 anni e 8 mesi a Endurance Obuh, 28 anni; 3 anni e 8 mesi infine per Famous Erengbo, 38 anni. Le donne, secondo quanto ricostruito in una delle udienze precedenti dal pm Salvatore Vella durante la requisitoria, sarebbero state ingaggiate nel loro Paese con l’offerta di un “pacchetto” viaggio-lavoro. Alle future prostitute non veniva neppure chiesto un acconto: una volte sbarcate a Lampedusa e smistate nei vari centri di accoglienza avrebbero ottenuto l’asilo politico e poi i guadagni sarebbero arrivati esercitando il mestiere più antico del mondo per le strade di Ravenna.

I cinque nigeriani erano accusati di associazione a delinquere, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione. L’operazione è stata chiamata “Voodoo” perchè le ragazze venivano sottoposte a dei riti esoterici che prevedevano, secondo la loro credenza, sciagure infinite in caso di rifiuto a prostituirsi.