Mafia, anniversario delitto di Pio La Torre, Mattarella: ‘Punto di riferimento’

“Pio La Torre era innanzitutto un sindacalista e non si è mai dimenticato delle lotte per il lavoro poi portate avanti in Parlamento. Domani a Portella ricorderemo quelle battaglie. Stare dalla parte del lavoro vuol dire stare dalla parte del riscatto della Sicilia, contro la mafia”. lo ha affermato Susanna Camusso, segretario generale Cgil, che ha partecipato, a Palermo, alla cerimonia di commemorazione per il 33esimo anniversario del delitto di mafia di Pio La Torre e Rosario Di Salvo.

“Ricordando l’impegno di Pio La Torre contro la mafia e la grande figura, punto di riferimento per il nostro Paese, esprimo l’apprezzamento per il progetto educativo antimafia con cui il Centro Studi Pio La Torre, da molti anni, ne onora la memoria”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (nella foto con il presidente del Centro La Torre Vito Lo Monaco), in un messaggio inviato in occasione del 33esimo anniversario dell’uccisione a Palermo di Pio La Torre e Rosario Di Salvo.

“Commemorare Pio La Torre vuol dire ricordare un politico che ancora oggi deve essere punto di riferimento per tutti coloro che vogliono fare politica, in Sicilia e nel Paese. La lotta politica infatti per Pio non era separabile dalla questione morale e dalla lotta contro il malaffare e la mafia”, ha detto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, ricordando il politico siciliano ucciso dalla mafia il 30 aprile del 1982 insieme al suo amico e autista Rosario Di Salvo. “La riflessione su Pio La Torre – ha aggiunto il governatore – non può che essere un monito alla coerenza che ci deve sempre essere tra teoria e pratica, la difesa dei deboli, dei pià poveri, come scelta di campo per una giustizia non soltanto formale ma anche sostanziale. Una giustizia che rimuova le cause di tutte le disuguaglianze”.

“Oggi, come ogni anno, ricordiamo la tragica uccisione di Pio La Torre per mano mafiosa. La storia della Sicilia ha conosciuto la politica collusa e ha pianto politici, di ogni colore, uccisi dalla mafia perché incorruttibili. C’é un solo modo, sincero e non retorico, per onorare i martiri della mafia: proseguire l’opera da loro intrapresa”, ha dichiarato il presidente della commissione antimafia dell’Ars Nello Musumeci. “La storia personale di Pio La Torre, avversario leale della parte politica in cui ho sempre militato, é quella di un leader politico che comprese come agli interessi mafiosi fosse connaturata l’esigenza delle consorterie di fare cassa – ha aggiunto – Ed é quella consapevolezza che portò alla legge Rognoni-La Torre. Quella intuizione si é fatta strada ed ha portato, oggi, alle misure pesantissime cui sono soggetti i patrimoni mafiosi”.