Mafia, il magistrato Teresi: ‘Nell’antimafia in Sicilia persone senza scrupoli’

E’ sempre di più messa in dubbio la combriccola dell’antimafia siciliana, fortemente logorata anche da recenti inchieste che vedono tra gli indagati “famosi” paladini della legalità, o presunti tali. L’antimafia è rappresentata anche “da persone senza scrupoli che vogliono sfruttare questo palcoscenico per potere ricevere vantaggi che sono tipici di persona senza scrupoli”, ha denunciato oggi all’agenzia di stampa Adnkronos, senza tanti giri di parole, il procuratore aggiunto di Palermo Vittorio Teresi.

“Probabilmente esiste davvero la mafia dell’antimafia – ha detto il magistrato a margine della commemorazione di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo -. Ormai esistono non solo rischi ma anche concreti esempi di infiltrazioni nella cultura e nella pratica giornaliera dell’antimafia che è fatto da persone che vogliono sfruttare questo palcoscenico per potere emergere e potere ricevere dei vantaggi che sono tipici di persone senza scrupoli. Non parlerei di mafia dell’antimafia, ma – ha spiegato – di mancanza di scrupoli di una certa antimafia che esiste certa”.

Poi, ricordando l’ex segretario del Pci Pio La Torre, ucciso il 30 aprile di 33 anni fa, il magistrato ha detto: “Pio La Torre è stato un pioniere non solo della lotta alla mafia, ma anche della lotta alla miseria e alla vera lotta di classe in Sicilia – ha aggiunto – La questione meridionale scissa dalla questione mafiosa era un esercizio culturale inutile. Lui ha intuito – ha detto Teresi – che erano la stessa cosa e l’ha pagata con la vita, perché ha individuato la mafia come la vera responsabile del distacco della Sicilia dal resto della crescita della nazione, un esempio di capacità di vedere avanti veramente straordinario”.

“Ora – secondo Teresi – si parla più di lotta alla mafia come esercizio di abitudine che andrebbe rivisto e si parla meno di questione meridionale, cioè abbiamo di nuovo scisso le due cose. Continuiamo a fare finta che la storia non esista e che le due vicende siano separate. Dobbiamo capire – ha concluso il magistrato – che la questione economica siciliana è questione di mafia“. Parole pesanti quelle di Teresi in un periodo in cui al governo della Sicilia sembra esserci il “capo dei capi” dei “professionisti dell’antimafia”.