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Un esemplare di circa 65 centimetri di lunghezza di Pantherophis guttatus, comunemente conosciuto come “serpente del grano”, è stato ritrovato nei giorni scorsi a Cannatello e più precisamente in via Farag, a bordo strada sull’asfalto. Il rettile, appartenente alla famiglia dei Colubri, è molto diffuso negli Stati Uniti ed in Messico. Trattasi, quindi, di specie non endemica e perciò potenzialmente pericolosa, in termini di danno ecologico, se rilasciata in ambienti naturali e seminaturali.
In questo senso Legambiente, oltre ad adoperarsi per individuare una struttura idonea o in alternativa un privato cittadino che possa prendersi cura del citato esemplare, ha già avviato una serie di contatti con esperti di fauna selvatica al fine di appurare se l’esemplare rinvenuto è semplicemente sfuggito alla custodia del suo proprietario o se, invece, sia presente in zona una popolazione di tali rettili riprodottisi da esemplari fuggiti dalle teche o intenzionalmente liberati ed adattatisi a vivere sul territorio siciliano.
“Com’è nostro costume anche in questo caso non vogliamo creare inutili allarmismi – afferma Claudia Casa, presidente del Circolo Rabat di Legambiente Agrigento – ma riteniamo tuttavia necessario approfondire questa che non è affatto questione da poco per i fragili equilibri dei nostri ecosistemi. Sarebbe infatti preoccupante – continua la dirigente di Legambiente – se dovessimo scoprire, insieme agli esperti che abbiamo contattato, che questa specie esotica ha messo radici sul nostro territorio. Ciò metterebbe a rischio la sopravvivenza di specie autoctone con le quali il serpente del grano entrerebbe inevitabilmente in conflitto. È quello che già succede, ad esempio, per la testuggine palustre sicula che, nel corso degli anni, è stata sopraffatta dalla tartaruga dalle orecchie rosse, originaria del centro e del sud degli Stati Uniti, capace di riprodursi ad alti ritmi e soprattutto ghiotta di uova della nostra testuggine e di piccoli di pesce. Ci stiamo anche occupando, in questo momento, di trovare una sistemazione al serpente, ma non è affatto facile in quanto la normativa attualmente in vigore presenta purtroppo delle gravi lacune con cui ci stiamo scontrando e che occorre colmare proprio per prevenire gli abbandoni indiscriminati di animali esotici”.

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