SHARE

Oggi i carabinieri della Stazione di Realmonte, diretti dal maresciallo Violante, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal GIP in sede dr.ssa Alessandra VELLA su richiesta del sostituto procuratore della Repubblica dr Santo FORNASIER, nei confronti di un soggetto, Siracusa Salvatore, sottoposto ad indagini per gravi reati contro il patrimonio e l’ambiente.

L’indagine, condotta su delega della Procura della Repubblica dai militari dell’Arma, ha evidenziato gravi indizi di colpevolezza nei confronti del soggetto sottoposto a misura cautelare per i reati anzidetti, restando impregiudicate eventuali future determinazioni che dovessero rendersi necessarie a seguito degli accertamenti tuttora in corso.

Il GIP, pertanto, valutando positivamente quanto prospettato dalla Procura della Repubblica ha accolto la richiesta disponendo la misura cautelare, per la cui esecuzione è stata delegata la forza di polizia che ha eseguito le indagini disposte dall’Ufficio del Pubblico Ministero.

SIRACUSA Salvatore è stato individuato in quanto responsabile di una serie di furti premeditati al fine di impossessarsi, volta per volta, di consistenti quantità di cascami e anche rottami di integri prodotti metallici che, sistematicamente, rivendeva alla ditta NOBILE DEMOLIZIONI s.a.s, Centro di Raccolta e Recupero abilitato alle operazioni R4 e R13 secondo le forme della cd. < > (art.216 DL.VO 151/06), ubicato in Agrigento alla Contrada Chiappazzo.

Le sequenze fattuali venivano debitamente ritratte in presa diretta mediante la intercettazione ambientale puntata sul furgone abitualmente impiegato dal SIRACUSA per l’incetta ed il trasporto dei rifiuti; fondamentali i ragguagli del GPS in ordine alle progressive localizzazioni del veicolo monitorato, dai luoghi del prelevamento sino agli impianti della NOBILE DEMOLIZIONI.

Il SIRACUSA era sprovvisto di autorizzazione al trasporto dei rifiuti né deteneva altro titolo che lo abilitasse al commercio al dettaglio di ferrivecchi; né, per vero, risulta iscritto alla Camera di Commercio per attività similari.

Come dimostrato dalle fatture rilasciategli dalla ditta che ne acquistava i rottami, li negoziava utilizzando abusivamente una partita IVA; l’assoluta mancanza di copertura autorizzatoria, comportava che ogni singolo atto di trasporto e conseguente commercializzazione risultasse, pacificamente, inquadrabile nella fattispecie di cui all’art.256 co.1 lett.a) DL.VO 152/06.

SHARE