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Una perizia per accertare se l’autocarro di cui parla un testimone è quello con cui l’imputato Angelo Carità ha trasportato, insieme al dipendente della sua ditta Angelo Bianchi, il cadavere di Giovanni Brunetto. L’indagine a carico di Bianchi, archiviata dal gip su richiesta della Procura, potrebbe adesso riaprirsi. Il pm Salvatore Vella, lo scorso 17 aprile, ha già disposto il sequestro del mezzo. Il sospetto – alimentato dalla testimonianza di un trattorista che dice di essere stato accompagnato a bordo di un autocarro da Carità e Bianchi nel terreno dell’avvocato Calogero Meli che aveva commissionato dei lavori agricoli – è che quel furgone sia stato usato per trasportare il cadavere poi sotterrato in campagna nel maggio di due anni fa. La circostanza è emersa durante un’udienza del processo a carico di Carità, imprenditore agricolo di 59 anni, unico imputato con l’accusa di avere ucciso Brunetto, di tre anni più giovane, col quale aveva avuto un contrasto di natura economica.

Il pm Salvatore Vella ha comunicato di avere svolto un’attività integrativa di indagine chiedendo ai giudici di disporre una perizia sull’autocarro. “È necessario accertare – ha detto Vella – se il mezzo di cui parla il trattorista è stato utilizzato a sua insaputa da Carità e Bianchi per trasportare il cadavere di Brunetto. L’esame del luminol sull’autocarro, sequestrato nei giorni scorsi, potrà accertare se ci sono tracce organiche della vittima”.

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