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Quando usciro dal carcere andrò in missione in Africa“. Lo ha dichiarato Totò Cuffaro, l’ex governatore siciliana che a dicembre finirà di scontare, nel carcere di Rebibbia a Roma, la condanna a sette anni per favoreggiamento aggravato alla mafia. “Se avrò la fortuna di trovare mia madre ancora viva – ha aggiunto Cuffaro, intervistato dall’Agi – voglio trascorrere un periodo con lei e dopo, spero di convincere mia moglie a seguirmi in Burundi, dove avevo finanziato la costruzione di un ospedale quando ero presidente della Regione”. L’ex senatore Udc ha antipato che pubblicherà un nuovo libro autobiografico sulla sua esperienza da detenuto.

Il protagonista si chiama “Tota Pig”, è rinchiuso in una “pigsty prison”, un carcere-porcilaia, e “racconta nel libro gli aspetti piùcritici della sua detenzione”. Parlando ancora dei suoi progetti in Africa, Cuffaro ha aggiunto: “Dopo il Burundi mi recherò per un periodo a fare il medico presso una missione di suore bocconiste in Tanzania. Nei miei programmi però c’è di tornare a vivere in Sicilia, nella mia terra, una terra infelice e difficile, e che per questo ha bisogno di essere amata. Per vivere farò l’agricoltore”. Su Cuffaro, oltre alla condanna a sette anni di reclusione, grava l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, non potrà tornare a fare politica nè a svolgere la sua professione di medico radiologo, ma potrà mettere al servizio la sua professione medica in Africa tra i più bisognosi.

“In Sicilia ci sono troppi moralisti che di giorno fanno la morale e di notte fanno gli affari. Gente che pensa di vestirsi da paladino dell’antimafia e di poter fare quello che vuole”, ha dichiarato l’ex presidente della Regione siciliana dal carcere di Rebibbia. “C’à un’antimafia di facciata, che poi è antimafia degli affari”, ha aggiunto Cuffaro, secondo cui “ce ne sono parecchi oltre a Helg”, il presidente della Camera di commercio di Palermo arrestato per corruzione. “Quelli che fanno affari non prendono una tangente da 100 mila euro, quelli che fanno i professionisti non si fermano li'”, ha sottolineato ancora l’ex governatore, che ha concluso: “Sono d’accordo con ele dichiarazioni rilasciate da Don Ciotti quando afferma che presto si apriranno inchieste sui professionisti dell’antimafia”.

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