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La Cassazione conferma il quadro cautelare a carico dei palmesi Luigi e Giuseppe Bracco, padre e figlio di 59 e 31 anni, suocero e cognato di Epifanio Cammarata che avrebbero tentato di uccidere per vecchi contrasti familiari. I giudici ermellini hanno rigettato il ricorso dei difensori, gli avvocati Santo Lucia e Giovanni Castronovo, che chiedevano l’annullamento degli arresti domiciliari per Giuseppe Bracco e un pronunciamento favorevole in relazione agli indizi per il padre che, comunque, è libero per decorrenza dei termini. Cammarata, fra agosto e settembre dell’anno scorso, è stato vittima di due agguati a colpi di pistola.

Le indagini della polizia, lo scorso 21 novembre, hanno portato all’ordinanza di arresto firmata dal gip Stefano Zammuto su richiesta dei pm Carlo Cinque e Alessandro Macaluso. Gli agenti della Squadra Mobile e quelli del commissariato di Palma di Montechiaro hanno avviato le indagini subito dopo il primo attentato. Cammarata, ai primi di agosto, è stato vittima di un agguato sotto la sua abitazione: in quell’occasione l’uomo ha avuto la prontezza di rifugiarsi dentro il portone del condominio, rimanendo illeso. Quasi due mesi dopo, però, il 30 settembre, il secondo agguato: Cammarata è ferito all’inguine e al braccio da alcuni colpi di pistola esplosi – forse da un revolver – mentre si trovava sulla sua Mercedes in contrada Cipolla, a Palma di Montechiaro, zona in cui il suocero della vittima ha la casa di campagna.

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