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La pagina Facebook Le iene di Siculiana

Storie di paese che finiscono sul web pubblicate da fonti anonime che si firmano come Le Iene di Siculiana. Così viene raccontata oggi la storia dal quotidiano La Repubblica: “Tradimenti tra marito e moglie, figli illegittimi, donne che si prostituiscono e cattivi pagatori. E’ bastata una pagina Facebook “anonima” per mettere in subbuglio il paese di Siculiana, in provincia di Agrigento”. “Le iene di Siculiana”, questo il nome della pagina già oscurata dal social network ben tre volte in due giorni, ha pubblicato per 48 ore fatti e misfatti di quel piccolo centro di appena quattromila abitanti. Storie di presunti tradimenti tra coniugi di quel paese, di bambini dalla dubbia paternità, di truffe alla chiesa, di attività illecite e di incontri sessuali con i profughi ospiti di un centro d’accoglienza: tutto rigorosamente con nomi, cognomi e fotografie dei protagonisti. E così in poche ore sono più di venti le denunce per diffamazione presentate alla caserma dei carabinieri di Siculiana. E mentre i militari dell’Arma lavorano per cercare di identificare l’autore della pagina, in paese non si parla d’altro: storie vere o inventate? Di certo c’è che in tanti, come detto, hanno già chiesto aiuto alla Giustizia”.

Non solo storie di paese come quelle appena raccontate, ma anche storie di mafia e omicidi, in particolare sarebbe stato fatto riferimento nella pagina Facebook “Le iene di Siculiana” e “Le iene di Siculiana Il Ritorno” pubblicata dopo la prima rimozione, ad alcuni interessi di diversa natura ruotanti attorno a uno fra gli ultimi efferati omicidi di mafia nell’Agrigentino e ad alcune famiglie mafiose con importanti legami anche Oltreoceano. Su entrambe le pagine, attive fino a ieri e che oggi risultano di nuovo rimosse, anche denunce di presunti imbrogli ai danni della pubblica amministrazione.

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