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Il 25 maggio davanti al gup Alfonso Malato: a distanza di un anno esatto dalla tragedia il pescatore Pietrino Falzone, 56 anni, reo confesso dell’omicidio del figlio Marco, 24 anni, morto per una coltellata al torace nella notte fra il 26 e il 27 maggio dell’anno scorso, sarà giudicato con il rito abbreviato. È stata questa la scelta della difesa, affidata agli avvocati Nicola Grillo e Santo Lucia, dopo che il gip Stefano Zammuto ha disposto il giudizio immediato. 

Niente dibattimento in Corte di assise. Il processo, “allo stato degli atti” con la riduzione di un terzo dell’eventuale condanna, è stato quindi fissato direttamente senza il filtro dell’udienza preliminare come richiesto dal pm Alessandro Macaluso. “Volevo solo difendermi, temevo per la mia pelle. Mi aveva già messo le mani al collo, non volevo ucciderlo”. Queste le parole pronunciate in lacrime da Falzone ai carabinieri che lo hanno arrestato poco dopo la tragedia. Il pescatore ha confessato l’omicidio ma al tempo stesso si è difeso dicendo di avere colpito il figlio perché temeva di essere ucciso, invocando quindi la legittima difesa. 

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