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Renzi e Poletti

Il Governo Renzi ha “l’intenzione di presentare a breve una soluzione rispettosa del dettato della Consulta e in linea con gli obiettivi di bilancio indicati nel Def” sul problema dell’adeguamento delle pensioni all’inflazione sorto con la sentenza della Corte Costituzionale. Così il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan nel commentare le raccomandazione della Commissione Ue sulla riforma pensioni e i conti pubblici.

Dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri lunedì prossimo il decreto sulle pensioni. Il provvedimento serve a uscire dall’impasse, dopo la bocciatura della Corte Costituzionale delle norme della legge Fornero sul blocco delle indicizzazioni, nel rispetto della sentenza della Consulta, dei vincoli di bilancio Ue e senza scaricarne il peso sulle generazioni future. Lo ha confermato ieri il presidente del Consiglio Matteo Renzi dopo un incontro al Colle col Capo dello Stato Sergio Mattarella.

“L’esecutivo agirà rapidamente, ma utilizzerà il tempo indispensabile a sviluppare un’analisi completa e puntuale dei contenuti della sentenza. Al momento il governo non ha assunto alcune decisione”, ha replicato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, replicando ad un’interrogazione parlamentare del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo.

Intanto ecco i numeri. Il blocco dell’indicizzazione delle pensioni tre volte sopra il minimo Inps ha avuto un impatto, al netto delle tasse, di circa 3 miliardi a regime. E’ quanto emerge dalla relazione tecnica del decreto Salva Italia, che integrò sostanzialmente la riforma pensioni Fornero, con la misura del blocco delle pensioni. Per il 2012 la minore spesa è stata stimata in 1,83 miliardi (2,45 al lordo), che diventano 3,11 (4,21 al lordo) nel 2013 e 2014, per essere limati ancora attorno sempre ai 3 miliardi netti nel triennio 2015-2017m e pensioni sopra 3 volte il minimo Inps rappresentano il 54% del monte pensioni.