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amnistia e indulto
Il ministro Andrea Orlando ad Agrigento

Partita doppia nella maggioranza sui temi caldi della giustizia tra corruzione e prescrizione. Un accordo di massima raggiunto ieri tra Pd e Area popolare (Ncd-Udc) favroisce la corsa verso l’approvazione definitiva del ddl anticorruzione alla Camera dei Deputati e spiana la strada anche alle modifiche concordate al provvedimento sulla prescrizione che il Senato della Repubblica dovrebbe licenziare quasi in contemporanea. L’obiettivo, neanche tanto nascosto della coalizione di governo – Renzi lo ha chiesto proprio due giorni fa – è quello di poter presentare agli elettori delle regionali una coppia di leggi che diano una risposta sui temi della lotta al malaffare in politica.

A Montecitorio il ddl anticorruzione passa infatti indenne il passaggio in commissione e viene addirittura incardinato per la discussione generale nelle stessa giornata di oggi quasi senza soluzione di continuità. E qui Area popolare ha già fatto sapere che “non farà muro” con i propri emendamenti. “Abbiamo trovato un accordo per l’istituzione di un tavolo che dovrà esaminare le modifiche per ridurre i termini di prescrizione per i reati contro la pubblica amministrazione e su tutto l’assetto della prescrizione” ha spiegato a margine della riunione il senatore Nico D’Ascola (Ap). L’obiettivo dichiarato del relatore Davide Ermini e del presidente della commissione giustizia Donatella Ferranti, entrambi del Pd, è quello di licenziarlo in via definitiva entro la metà delle prossima settimana.

“Sono assolutamene soddisfatto per l’accordo raggiunto oggi nella maggioranza sulla prescrizione. Questo ci consente di approvare entro le elezioni regionali le norme anticorruzione, come ci eravamo impegnati a fare e come è giusto fare”. Lo ha dichiarato  il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, a margine della presentazione dell'”Enciclopedia delle mafie” al Senato.

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