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Tasse non pagate sugli stipendi dei dipendenti dell’Ecap, istituto di formazione già finito al centro di un terremoto giudiziario che ha coinvolto anche due sottufficiali dei carabinieri. Il gip Francesco Provenzano, su richiesta del pm Andrea Maggioni, ha disposto un sequestro preventivo dei beni – per un valore complessivo di 103mila euro, pari all’ammontare della presunta evasione – dell’avvocato Ignazio Valenza, ex presidente dell’ente. Il sequestro scaturisce dall’indagine principale che ha fatto finire a processo lo stesso Valenza, di cui il pm Andrea Maggioni, titolare dell’inchiesta, aveva chiesto gli arresti domiciliari senza ottenerli, e altre cinque persone: tre dipendenti dell’istituto e due carabinieri. Il procedimento principale, giunto alla fase dell’udienza preliminare, ipotizza delle stabilizzazioni illegittime e una serie di episodi collegati come ad esempio un’ispezione addomesticata in cambio dell’assunzione della moglie del maresciallo Antonino Arnese, ex comandante del Nucleo Ispettorato del lavoro.

Il sequestro a carico di Valenza, invece, è stato disposto nell’ambito di un’indagine nella quale è indagato il solo avvocato con l’accusa di evasione fiscale. La Guardia di Finanza avrebbe accertato il mancato pagamento dell’Irpef, che sarebbe spettato all’ente in qualità di “sostituto di imposta” dei dipendenti dell’Ecap, sugli stipendi del 2011. Il gip ha, quindi, disposto l’apposizione dei sigilli su conti correnti (qualcuno anche cointestato ai familiari), carte di credito e rapporti bancari. Il sequestro preventivo è stato disposto come forma di garanzia per la somma che sarebbe stata sottratta al fisco.

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