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“Ascoltare significa ascoltare, non assecondare per forza. Non e’ che o facciamo cio’ che dice lei o non siamo democratici”. Cosi’, su Twitter, il premier Matteo Renzi rispondendo a un follower che lo ‘accusa’ di non ascoltare e ripassere il concetto di democrazia. Poi, fra le altre risposte, aggiunge: “Certo che chi e’ stato assunto non e’ licenziato dopo 3 anni. E’ una delle tante leggende metropolitane”. A chi lo accusa di licenziare i docenti di seconda fascia e la neccsità di un piano pluriennale di assunzioni, Renzi chiosa: “non stiamo licenziando nessuno. E il piano pluriennale c’è. Ma con concorso“. A chi gli chiede, invece, se tema i professori o le elezioni, Renzi dice: “le elezioni politiche ci saranno nel 2018. Quelle europee nel 2019. La scuola c’e’ sempre”.


“Sulle assunzioni basta ipocrisie e ricatti.
Non e’ vero che senza le ‘innovazioni’ contenute nel disegno di legge le 100.000 assunzioni non sarebbero motivate, come afferma il premier”. Lo dichiara il segretario generale della Cisl scuola, Francesco Scrima e aggiunge: “siccome oggi i posti coperti con contratto di lavoro precario, e senza i quali la scuola non potrebbe funzionare, sono piu’ o meno 130.000, centomila assunzioni sarebbero addirittura insufficienti a ‘eliminare il precariato’, obiettivo dichiarato dallo stesso Renzi quando di assunzioni ne prometteva 150.000”.

“Quello che si dice alla lavagna non è quello che si dice nel testo di legge. Prima di tutto i soldi per l’edilizia scolastica non ci sono” e neppure quelli per le assunzioni. Lo dice il vicepresidente della Camera e esponente del ‘direttorio’ M5S, Luigi Di Maio, ai microfoni di Sky TG24 in merito alla riforma della “Buona scuola” e alle dichiarazioni di Matteo Renzi davanti alla lavagna.