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La Corte di assise di Agrigento ha dato il via libera alla perizia per accertare se l’autocarro di cui parla un testimone è quello con cui l’imputato Angelo Carità, di Licata, ha trasportato, insieme al dipendente della sua ditta Angelo Bianchi, il cadavere di Giovanni Brunetto. La richiesta del pm Salvatore Vella è stata accolta ieri 15 maggio. L’indagine a carico di Bianchi era stata archiviata ma potrebbe adesso riaprirsi.

Il sospetto – alimentato dalla testimonianza di un trattorista che dice di essere stato accompagnato a bordo di un autocarro da Carità e Bianchi nel terreno dell’avvocato Calogero Meli che aveva commissionato dei lavori agricoli – è che quel furgone sia stato usato per trasportare il cadavere poi sotterrato in campagna nel maggio del 2013. La circostanza è emersa durante un’udienza del processo a carico di Carità, imprenditore agricolo licatese di 59 anni, unico imputato con l’accusa di avere ucciso Brunetto, di tre anni più giovane, col quale aveva avuto un contrasto di natura economica.

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