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C’è chi parla di “scempio autorizzato” e chi invece mostra che tutte le carte sono in regola. Di certo c’è che parte la nuova protesta degli ambientalisti agrigentini contro lo spianamento delle dune per la costruzione di uno stabilimento balneare in un tratto di spiaggia di Giallonardo, fra Realmonte e Siculiana, tra le mete preferite per la nidificazione delle tartarughe Caretta caretta. Dopo la pubblicazione delle immagini e le prime “proteste” su Facebook, “blitz” degli ambientalisti ieri mattina in cantiere.

Insieme sono “scesi in spiaggia” attivisti di Legambiente, Wwf, Marevivo e Mareamico. Ma le pale meccaniche e gli escavatori, al lavoro nei giorni scorsi, erano già andate via completando la prima parte dell’opera, cioè spianando le dune e sotterrando delle cisterne per l’acqua e la vasca biologica Imhoff per la depurazione dei reflui, come documentato con le foto pubblicate sul social network. Insieme agli ambientalisti anche il sindaco di Realmonte Pietro Puccio, non per protestare ma per spiegare che, così come hanno fatto i proprietari, “sulla base del progetto già approvato nel 2014, tutti i lavori, come del resto accertato durante i controlli della Capitaneria di porto, sono in regola. Ma si poteva fare comunque più attenzione”, ha detto Puccio “sensibile” alla tutela del territorio. Comunque, non sarebbero state riscontrate irregolarità anche se gli ambientalisti hanno chiesto gli incartamenti e puntano al blocco dei lavori.

“Anche per il Borgo Scala dei Turchi si diceva che c’erano le autorizzazioni e tutto era in regola, salvo poi il sequestro del cantiere da parte della magistratura subito dopo le prime proteste e le prime denunce”, ha detto ieri Claudio Lombardo, responsabile di Mareamico Agrigento, riferendosi alle “villette vip” con vista sulla scogliera di marna bianca. “Una volta parlavamo di abusivismo, oggi assistiamo agli scempi autorizzati”, ha dichiarato il naturalista agrigentino Antonio Vanadia ieri a Giallonardo. “Non è tollerabile – ha aggiunto – il movimento della sabbia che compone le dune, né tantomeno la costruzione di un chiosco nel tratto di spiaggia in cui nel 2011 la Caretta caretta ha nidificato e ha tentato di farlo anche negli anni successivi. Questa specie di tartaruga cerca luoghi silenziosi e bui e questa era una spiaggia ideale, adesso non si avvicinerà più”.

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