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Dalla Sicilia al Trentino passando per tutte le regioni d’Italia: cresce i malcontento sulla riforma scuola del Governo Renzi che prevede anche le assunzioni di 100.000 insegnanti precari anche se sembrano restare il dubbi sulle coperture finanziarie. “Ad Agrigento contro il ddl sulla scuola”, ha scritto su Facebook il segretario provinciale della Cgil agrigentina condividendo le immagini della manifestazione contro il ddl Buona Scuola. “Lunedì mattina alle 11 sit in Prefettura”, ha annunciato il dirigente sindacale mentre i Cobas sfidano il Garante e le “minacce di precettazione” e proclamano due giorni di blocco degli scrutini per protestare contro la riforma scuola del Governo Renzi che sta provocando una nuova ondata proteste.

“Riteniamo che vadano rotti gli indugi – spiegano i Cobas in una nota sulla riforma scuola – per dare con urgenza un forte segnale che tranquillizzi i docenti e che dimostri la legittimità della forma di lotta proposta: e per questo abbiamo indetto, auspicando fortemente che anche gli altri sindacati facciano lo stesso, il blocco degli scrutini e di ogni attività scolastica per tutto il personale per due giorni consecutivi, a partire dal giorno seguente la fine delle lezioni, differenziata per Regioni”.

Ecco le date della protesta contro il ddl Buona Scuola di Renzi e Giannini: l’8 e 9 giugno per Emilia-Romagna e Molise; il 9 e il 10 per Lazio e Lombardia; il 10 e l’11 per Puglia, Sicilia e Trentino; l’11 e il 12 per Liguria, Marche, Sardegna, Toscana, Umbria, Campania e Veneto; il 12 e il 13 per Abruzzo, Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Val d’Aosta; il 17 e il 18 per l’Alto Adige. Questo in attesa di una nuova convocazione da parte del “cattivo maestro Renzi affinché, dopo l’imbonimento massmediatico alla lavagna” approfondisca alcuni nodi critici della riforma”.

 

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