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Celebrata oggi, ad Agrigento e a Cattolica Eraclea, la doppia cerimonia in ricordo del carabiniere scelto Domenico Barranco in occasione del 60° anniversario della sua scomparsa per mano criminale. In mattinata, una Santa Messa è stata celebrata nella chiesa di San Calogero della città dei templi, a due passi dalla sede del comando provinciale carabinieri, poi il picchetto d’onore in via Collegio a Cattolica Eraclea, città dove la “vittima del dovere” fu barbaramente assassinata il 18 maggio del 1955. Nella villetta dedicata alle vittime della mafia, alla presenza dei familiari, delle autorità civili e militari locali e provinciali, è stata deposta una corona di alloro davanti alla lapide dedicata al giovane carabiniere originario di Cefalù, medaglia d’argento al valor civile.

“Mirabile esempio di dedizione al dovere, spinta fino al sacrificio della vita”, così l’Arma dei Carabinieri ricorda la figura del militare ucciso a trentatré anni. “Durante un servizio di perlustrazione, avvistati due individui che avendo compiuto poco prima un’impresa delittuosa tentavano di allontanarsi con la refurtiva, Barranco – viene ricostruito nella lapide commemorativa – si slanciava arditamente per primo al loro inseguimento e, malgrado fatto segno a colpi d’arma da fuoco, proseguiva coraggiosamente nella sua azione. Gravemente ferito da un colpo di pistola, mentre stava per afferrare uno dei malfattori, trovava ancora la forza di reagire col fuoco della sua arma, fino a quando si abbatteva esanime al suolo”.