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Nuovo decreto legge in materia di pensioni e ammortizzatori sociali. Su proposta del Presidente del Consiglio Matteo Renzi e dei Ministri del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti e dell’economia e delle finanze Pietro Carlo Padoan, il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge in materia di ammortizzatori sociali e di pensioni che dà, tra l’altro, attuazione alla recente sentenza della Corte costituzionale in materia di indicizzazione dei trattamenti previdenziali mentre prosegue il dibattito sulle modifiche alla riforma pensioni Fornero verso nuove forme di flessibilità un uscita per la pensione anticipata.

Ecco i punti salienti del decreto legge illustrati in un comunicato stampa di Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei Ministri di ieri:

  • al fine di dare attuazione ai principi enunciati nella sentenza n.70 del 2015 della Corte costituzionale e nel rispetto dei principi di equilibrio di bilancio e degli obiettivi di finanza  pubblica, assicurando al tempo stesso la tutela dei livelli essenziali delle prestazioni  per garantire i diritti civili e sociali, il provvedimento riconosce, per il 2012-13, ai trattamenti pensionistici superiori a tre volte i trattamenti minimi, una parziale rivalutazione in base all’inflazione, graduata in funzione decrescente per fasce di importi pensionistici fino a sei volte il trattamento minimo, con decorrenza primo settembre 2015; gli arretrati invece saranno pagati in un’unica soluzione il 1° agosto prossimo, per un ammontare medio di oltre 500 euro a pensionato, importo che sarà maggiore per le pensioni comprese tra 3 e 4 volte il minimo e inferiore per le pensioni comprese tra 4 e 6 volte il minimo stesso. L’onere è pari, per il bilancio pubblico, per effetto degli arretrati, a 2 miliardi e 180 milioni di euro per il 2015 e, a regime, a 500 milioni dal 2016 in poi. La platea dei destinatari, con pensioni superiori a tre volte il minimo e non superiori a sei, è di 3,7 milioni di pensionati;
  • in materia pensionistica sono anche previsti un intervento che consente all’INPS di anticipare al 1° giorno del mese il pagamento delle pensioni e un ulteriore intervento che protegge il montante contributivo, per il calcolo delle future pensioni, dalla caduta del PIL che si è verificata negli anni passati.

In materia di ammortizzatori sociali sono poi previsti il rifinanziamento per 1 miliardo di euro degli ammortizzatori in deroga  per il 2015 (mobilità e cassa integrazione) e il rifinanziamento dei contratti di solidarietà per 70 milioni di euro.

Non si sono fatte attendere le critiche dell’opposizione e dei sindacati. “Quando un atto dovuto che deriva da un diritto sancito dalla Consulta viene definito ‘bonus’, è chiaro che è in atto un travisamento della realtà a fini elettorali. Qualcuno vorrebbe raccontare che il governo sta tirando fuori dal cilindro del premier un regalo ai pensionati. Ma, anche a ridosso delle elezioni, un minimo di serietà va mantenuta”. Lo ha detto ai microfoni di Sky Tg24, il senatore di Forza Italia Andrea Mandelli. “Invito tutti i pensionati che oggi sono stati rapinati ancora una volta dal decreto legge di Matteo Renzi sulle pensioni a rivolgersi a Fratelli d’Italia: vi forniremo assistenza legale gratuita per avviare una class action contro il governo per obbligarlo a restituire tutto ai pensionati e non a fare elemosina. Non consentiremo a Renzi di prendere in giro milioni di persone e di non restituire quello che è dovuto”. È quanto ha scritto su Facebook il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

“Il decreto approvato dal Consiglio dei Ministri non è assolutamente rispettoso della sentenza della Consulta. Il cosiddetto “bonus Poletti” è offensivo nei riguardi dei diritti dei pensionati che vogliono avere non un regalo ma una giusta restituzione di quanto illegittimamente trattenuto negli anni 2012-2013 ai danni delle loro pensioni“. E` questa la posizione della Federazione dei Pensionati della Cisl che attacca duramente quanto scaturito oggi dal Cdm. Il Codacons e’ pronto a mettere in campo un ricorso contro il decreto del Governo sul rimborso per le pensioni superiori a tre volte il minimo bloccate dal decreto Salva Italia perche’ ”appare incostituzionale e discriminatorio”. ”Crea disparita’ di trattamento tra cittadini – spiega il presidente Carlo Rienzi – Siamo infatti in presenza di diritti acquisiti dai cittadini identici per tutti, che il Governo vorrebbe rispettare a modo suo, con un meccanismo che prevede trattamenti diversificati a seconda della pensione percepita. Un sistema che non superera’ le valutazioni della Corte Costituzionale e verra’ ritenuto nuovamente incostituzionale”.