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Da due anni deputata regionale, Margherita La Rocca è anche mamma, moglie, psicologa, insegnante, attiva nel volontariato. Abbiamo fatto una chiacchierata con lei, per approfondire il suo impegno non come politica ma come donna.

Buongiorno Margherita, e ben trovata a “Chiacchiere al Femminile”. Lei è attiva da anni nel sociale e nel volontariato, ci racconti questa avventura.

Ho iniziato nel 2002 seguendo mio marito nel progetto “A cuore aperto”. Fornivo supporto psicologico ai pazienti e alle loro famiglie nel reparto di cardiochirurgia al Policlinico di Palermo, ma mi sono resa conto subito che c’erano esigenze più pratiche. La svolta verso il volontariato puro è arrivata il 18 maggio del 2004. Ho avuto la fortuna di incontrare don Giuseppe Di Marco, che ha cambiato la mia vita anche dal punto di vista spirituale.

Sono andata in Africa la prima volta con la mia famiglia e, ognuno a modo proprio, siamo rimasti tutti coinvolti. C’erano tanti ragazzi volenterosi di aiutarci, ma non avevano la possibilità di studiare. Così sono tornata in Sicilia e ho iniziato a cercare persone generose che finanziassero i loro studi, e sorprendentemente ho trovato grande appoggio. Oggi più di 200 ragazzi in Tanzania possono studiare, fare il mestiere che amano nella loro Terra e sfamare le loro famiglie.

Lei è mamma di due ragazze: com’è stato conciliare la famiglia con tutti i suoi impegni?

Devo ammettere che sono stata assente da casa, non sono stata accanto a loro ogni giorno per fare i compiti. Sono cresciute più velocemente, ma tutto sommato è stato un bene. Si sono responsabilizzate.

Passiamo adesso alle domande un po’ più frivole: il suo rapporto con lo shopping?

Se devo essere sincera, non è una cosa che faccio volentieri, ma quando me lo chiedono le mie figlie diventa un modo per stare insieme. Ci confrontiamo e ci consigliamo a vicenda. Ultimamente, vedendo gli anni che passano, sono riuscite a convincermi a curarmi di più.

Come definirebbe il suo stile nelle occasioni formali e nel tempo libero?

Bisogna sempre avere rispetto per il proprio ruolo, per il luogo ed il contesto in cui ci si trova. Ho uno stile abbastanza classico, preferisco il monocolore alle stampe e cerco sempre la sobrietà e l’eleganza, con la ricercatezza di un accessorio come una collana o un paio di orecchini. Non sono legata alle griffe, se si sa scegliere ci si può vestire da grandi firme come da Zara facendo sempre bella figura.

Ultima domanda: 3 oggetti che non possono mancare nella sua borsa.

Un borsello con le penne, da buona insegnante, e il cellulare. Mi permette di fare politica, fare volontariato, essere mamma ed insegnante in qualunque luogo mi trovi. Come terza cosa… direi i fazzolettini!

Ringrazio la signora La Rocca per la piacevole chiacchierata e vi do appuntamento alla prossima settimana per conoscere meglio le donne determinate, impegnate e appassionate del nostro territorio!