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Il cardiologo Salvatore Geraci affrontò l’emergenza “nei tempi e nei modi corretti non omettendo alcun atto terapeutico”. Dopo due opposizioni dei familiari all’archiviazione il gip Alessandra Vella chiude il caso del medico trentatreenne indagato per omicidio colposo dopo le denunce dei familiari di Calogero Novara, 54 anni, morto il 13 febbraio del 2013 in sala operatoria durante una coronografia. Il giudice ha emesso un’ordinanza con cui accoglie la richiesta del pm Antonella Pandolfi e dei difensori del medico indagato, gli avvocati Alfonso Neri e Salvatore Pennica. Novara morì durante un banale intervento di emodinamica, programmato da tempo, che avrebbe dovuto tamponare i problemi cardiaci di cui era affetto.

Il pm Antonella Pandolfi, nel febbraio dell’anno scorso, dopo avere esaminato il lavoro svolto dai suoi consulenti, incaricati di individuare le cause della morte, è arrivata alla conclusione che “si è trattato di un evento imprevedibile, una miocardite acuta, che il medico non poteva prevenire o evitare”. La battaglia giudiziaria dei familiari contro l’archiviazione del procedimento inizia un anno fa. La moglie di Novara ha presentato un’opposizione attraverso il proprio legale Salvatore Cusumano. Cinque mesi dopo il gip Alessandra Vella, esaminati gli atti, aveva ordinato nuove indagini per chiarire, in particolare, “se c’erano dei possibili interventi alternativi da effettuare”. Dopo il supplemento investigativo il pm aveva reiterato la richiesta di archiviazione alla quale la moglie si era nuovamente opposta sostenendo che andavano fatti altri accertamenti per chiarire se l’operato del medico era stato del tutto esente da responsabilità. Il caso, adesso, si è chiuso con un’ordinanza di archiviazione “perché il fatto non sussiste”.

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