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In Sicilia i giovani sono pragmatici e non hanno pregiudizi nei confronti delle diversità, più emancipati sui valori rispetto ai coetanei nazionali e più aperti verso i migranti africani e le minoranze. E’ quanto emerge dal terzo rapporto dell’osservatorio “Generazione Proteo” di Link Campus University, illustrato oggi a Palermo. La ricerca – realizzata su un campione di 10.000 studenti italiani tra i 17 e i 19 anni, ha coinvolto in Sicilia oltre 1.000 adolescenti delle scuole secondarie di secondo grado di Siracusa, Catania, Palermo e provincia e di alcuni Comuni delle province di Enna, Caltanissetta, Messina. I giovani siciliani sono sicuri di sé (70,4%) e soddisfatti della propria vita (80,9%), ma impegnati in una corsa a ostacoli verso lavoro, affermazione professionale e autosufficienza economica, che, in linea con le paure degli altri studenti italiani, rappresentano per 8 ragazzi su 10 le principali preoccupazioni per il futuro.

Sfiduciati dai partiti e dal Parlamento, ma con una grande fiducia nella magistratura e nei sindacati, i ragazzi siciliani si discostano poco dal campione nazionale sull’importanza attribuita a valori come famiglia, amicizia, lealtà e libertà (per 2 ragazzi su 3 maggiore rispetto alla generazione dei propri genitori). Anche loro individuano infatti nelle sovrastrutture sociali, economiche, politiche e culturali le barriere da superare.

“L’indagine – ha spiegato il sociologo e direttore dell’Osservatorio Generazione Proteo, Nicola Ferrigni- svela i giovani siciliani come una generazione di corridori sulle piste della vita, in linea con i loro coetanei nel resto d’Italia. Ciò a dimostrazione – ha aggiunto – che non è più la geografia a dettare tempi e performance della corsa delle nuove generazioni. Dalla ricerca – ha proseguito – emergono al contempo degli aspetti sui ragazzi siciliani che abbattono gli stereotipi che da sempre accompagnano i giovani del Sud nell’immaginario collettivo. Tra questi, ad esempio, l’alto grado di maturità rispetto ai coetanei nazionali nel superamento delle differenze, anche culturali”.

Il ricercatore sottolinea, ad esempio, come “nella regione avamposto dell’immigrazione siano ancora più bocciati i luoghi comuni xenofobi, con gli immigrati considerati in modo negativo solo dall’8% dei ragazzi contro il dato nazionale fermo a 14,4%”.

L’indagine indica che la mafia fa meno paura di guerra (33,1%), Isis (20,1%), calamità naturali (14%) e virus Ebola (13,4%): solo l’11,2% la identifica come la “cosa che fa più paura”. L’80% delle paure dei giovani sono legate a lavoro, affermazione professionale ed economica. Più aperti dei loro connazionali alla parità di diritti per coppie di fatto (71,1% contro 68,5% nazionale) e sì ai matrimoni gay (65,5% contro il 60,7% nazionale). Gli immigrati sono considerati in modo negativo solo dall’8% dei ragazzi (dato nazionale 14,4%).

Tra i ragazzi siciliani presente il bullismo: il 42% è  stato vittima di insulti ripetuti e per il 63,2% rete e social hanno aggravato il fenomeno. Poi c’è una larga apertura ai matrimoni per i preti (66%) e alla Messa per le donne (68,5%). Piace Papa Francesco: vicino ai problemi della gente (42,9%) e “modello” da seguire (13,3%) I voti alla politica: 8,3 ai magistrati e 7,8 ai sindacati; 5,1 al presidente del Consiglio Renzi (il dato nazionale e’ 5,9); 5,9 al Presidente della Repubblica (voto nazionale 6,5); 4,7 ai partiti; 5,1 al Parlamento.

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