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Renzi e Poletti

L’operazione sulla flessibilità in uscita nel sistema previdenziale arriverà subito dopo l’estate con la legge di Stabilità 2016, ma per fare la riforma pensioni bisogna avviare prima  “il confronto con l’Europa” perchè l’operazione impatta sulla finanza pubblica ed è “necessario farla con il consenso della Ue”. Lo ha affermato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ieri durenate la trasmissione “Di Martedì” condotta da Giovanni Floris. “Un intervento sulla flessibilità in uscita dal lavoro sarà fatto quest’anno con la legge di stabilità dopo l’estate”, ha dichiarato il ministro del Lavoro, non fornendo dettagli né cifre sugli eventuali costi dell’intervento.

“I costi dipendono dalle priorità, dobbiamo decidere perchè c’è anche il problema della lotta alla povertà”, ha puntualizzato. Il minitro Poletti ha, comunque, sottolineato: “Non credo che nessuno debba temere la nuova previdenza, non vogliamo destabilizzare il sistema”. La flessibilità in uscita per la pensione anticipata per il ministro “è un dato di libertà, il cittadino può valutare se uscire o non uscire, oggi non può valutare niente. Noi abbiamo bisogno di far muovere il mercato del lavoro e far entrare i giovani. Ottenere libertà e opportunità è giusto”.

In materia di pensioni alte, Poletti non ha fornito una soglia oltre la quale poter considerare un trattamento come pensione d’oro. “Ognuno ha il suo metro – ha dichiarato -, ci sono pensioni che sono relativamente molto alte”. Per quanto riguarda invece le pensioni minime, il ministro ha smentito l’ipotesi di qualsiasi intervento. “Su queste non abbiamo nessuna ragione di intervenire”. Piuttosto il ministro ha ipotizzato un intervento sul tema della politica e dei politici in relazione ai “privilegi ingiustificati”. “Bisognerebbe chiedersi dove sono i diritti acquisiti e dove i privilegi ingiustificati. In quest’ultimo caso è legittimo metterci le mani” per un intervento di “equità”.

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