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Alcuni hanno respinto le accuse, altri si sono avvalsi della facoltà di non rispondere: sono tornati in libertà i politici arrestati ieri nell’ambito dell’operazione Agorà, per una presunta compravendita di voti nel 2012 per il rinnovo dell’Ars e per il Consiglio comunale di Palermo. Arresti domiciliari revocati, dunque, anche per Nino Dina, deputato dell’Ars e presidente della commissione Bilancio, e Franco Mineo. Il giudice per le indagini preliminari di Palermo, Ettorina Contino, ha esteso a Dina e all’ex parlamentare regionale di Grande Sud il provvedimento applicato al deputato regionale del Pid-Cantiere popolare Roberto Clemente.

La decisione, secondo quanto riporta l’agenia Agi, è legata a una eccezione presentata dal difensore di Clemente, l’avvocato Marco Clementi, che ha rilevato che una norma sulla base della quale il politico era stato arrestato per corruzione elettorale, è diversa per i parlamentari nazionali e per quelli regionali: per questi ultimi il tetto di pena è inferiore e dunque l’arresto non è possibile. Per questo la revoca della misura restrittiva. Dina e Clemente oggi si erano avvalsi della facolta’ di non rispondere davanti al gip. Aveva respinto le accuse, invece, Mineo. Arresti revocati anche per il politico palermitano Giuseppe Bevilacqua che tentò invano  la corsa per il consiglio comunale di Palermo.

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