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Domenica e lunedì i cittadini elettori di Agrigento sono chiamati al rinnovo del sindaco e del consiglio comunale. Dopo le dimissioni dell’ex sindaco, Marco Zambuto (transitato dall’Udc a Forza Italia al Pd, dove lo hanno eletto presidente dell’assemblea regionale), condannato l’anno scorso per abuso d’ufficio, e poi assolto in appello. La campagna elettorale all’ombra della valle templi è stata abbastanza movimentata tra accuse e polemiche, sulla scia del caos generato dallo scandalo “Gettonopoli” che ha visto le dimissioni in massa di 29 dei 30 consiglieri comunali, 21 dei quali oggi ricandidati.

I candidati a sindaco sono sette, sostenuti complessivamente da 16 liste. Mentre 500 circa sono gli aspiranti consiglieri comunali. In corsa per la carica di sindaco ci sono dunque Lillo Firetto, deputato regionale ed ex sindaco di Porto Empedocle, che può invece contare su ben 7 liste, Agrigento rinasce e Agrigento Cambia, Solidarietà e Futuro, Ncd-Area Popolare, Partito Democratico, Uniti per la città e Sicilia Democratica; l’imprenditore 49enne Silvio Alessi, patron dell’Akragas Calcio, fresco di una storica promozione in Lega Pro, vincitore delle contestatissime primarie del Pd poi annullate, sostenuto dalle liste Forza Silvio, Patto per il Territorio-Ama la tua città, Io cambio con Progetto Agrigento e Pdr; Marco Marcolin, deputato 58enne della Lega Nord, ex sindaco di Cornuda in Veneto proposto da Noi con Salvini. L’avvocato grillino 48enne Emanuele Dalli Cardillo; Andrea Cirino, 59enne ex consigliere comunale sostenuto da Fratelli d’Italia; Giuseppe Di Rosa, dipendente pubblico 50enne già consigliere comunale e vicepresidente del consiglio comunale, sostenuto dalla lista civica Cambiamento, Di Rosa sindaco;  e infine l’ex consigliere comunale Giuseppe Arnone, avvocato 55enne appoggiato dalla lista civica che porta il suo nome, ricandidato per la terza volta.