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Calogero Firetto, il mite ma battagliero cinquantenne deputato regionale dell’Udc, ex sindaco di Porto Empedocle, stravince le elezioni amministrative di Agrigento e diventa sindaco al primo turno stracciando gli avversari con un perentorio 60 per cento. Un successo che salva il Pd siciliano, cacciatosi nel pasticcio delle primarie celebrate con l’imprenditore vicino a Forza Italia e presidente dell’Akragas calcio, Silvio Alessi, che le aveva pure vinte. Poi la marcia indietro dei democratici che hanno annullato la consultazione e virato su Firetto.

“A prescindere dal risultato delle liste – ha detto Firetto, a capo di un ‘patto civico’ sotenuto da Pd, Udc, Ncd e Sicilia democratuca – il nostro progetto va avanti con il sostegno dell’intera straordinaria squadra che finora mi ha sostenuto. Parte la rivoluzione, anche sul piano culturale. Ringraziamo anche quelle componenti politiche che hanno voluto appoggiare il nostro programma”.

Il grande sconfitto è dunque Silvio Alessi (FI) che si è attestato intorno al 15 per cento e che è stato probabilmente “tradito” dal voto disgiunto: “Mi aspettavo il ballottaggio”, ha detto a caldo. Non sfonda il M5s che ad Agrigento aveva candidato l’avvocato Emanuele Dalli Cardillo che ottiene un risultato che si aggira attorno al 10 per cento e che non emula il successo dei Cinque Stelle in molti comuni della Sicilia. Una candidatura che aveva scatenato la bagarre (e la scissione) tra i grillini agrigentini. Deludente anche il risultato del veneto Marco Marcolin, il candidato di Noi con Salvini, fermo all’8 per cento, per il quale il leader della Lega accarezzava la prospettiva di un ballottaggio. (AGI)

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