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Condanna ridotta per l’agrigentino Maurizio Cammilleri, 37 anni, arrestato il 17 dicembre di tre anni fa con l’accusa di danneggiamento e porto illegale di arma da sparo. L’uomo, arrestato nel 2003 e in seguito condannato nell’operazione antimafia “Ombra”, a seguito della quale tentò anche di togliersi la vita, era accusato di avere distrutto l’auto di un vicino contro la quale avrebbe anche esploso un colpo di arma da fuoco. I giudici della terza sezione della Corte di appello di Palermo presieduta da Raimondo Lo Forti hanno accolto in parte il ricorso del difensore, l’avvocato Daniele Re, riducendo la condanna da tre anni a un anno di reclusione. La Corte in particolare ha ritenuto che l’accusa di porto illegale di arma in luogo pubblico potesse rientrare nei casi di “lieve entità”. La circostanza ha ridotto di due terzi la pena.

Camilleri, poco prima che il gup Franco Provenzano – che ha emesso la sentenza di primo grado – entrasse in camera di consiglio, aveva deciso di farsi interrogare e ammettere i fatti che in un primo momento aveva negato. Il trentenne, in particolare, ha detto di averlo fatto perché esasperato dai continui contrasti con il vicino. L’episodio sarebbe avvenuto circa nove mesi prima dell’arresto. L’uomo, titolare di un’officina meccanica nei pressi di Bonamorone, avrebbe preso di mira l’auto di un vicino sparandole contro un colpo di pistola, graffiando fiancata e cofano, scheggiando il parabrezza e tagliando due ruote.

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