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Violenze, pestaggi e minacce di morte con la pistola puntata: una donna cinquantenne che in passato aveva avuto una relazione con uno dei due imputati, aveva raccontato di essere stata costretta a dare loro 20 mila euro perché minacciata e terrorizzata dallo spessore criminale dei suoi presunti aguzzini. Al termine del processo, invece, Antonio Agostino Magrì, 61 anni, di Castrofilippo, e Gaetano Martorana, 38 anni, di Agrigento, sono stati assolti perché il fatto non sussiste. La sentenza è stata emessa dal collegio di giudici presieduto da Luisa Turco con a latere Ermelinda Marfia e Rosanna Croce. Entrambi gli imputati erano accusati di estorsione. Il solo Magrì doveva rispondere di porto illegale di arma in luogo pubblico.

I fatti risalgono al periodo compreso fra il luglio del 2009 e il gennaio successivo. Magrì e Martorana, secondo l’accusa originaria che non ha retto al vaglio del processo, avrebbero preso di mira una donna pretendendo ripetutamente che consegnasse loro del denaro. Magrì, in particolare, puntandole la pistola e schiaffeggiandola le avrebbe detto che l’avrebbe ammazzata sostenendo di essere un mafioso e di avere commesso in passato tanti omicidi. La donna, invece, secondo la sua versione, dopo avere consegnato a più riprese la somma complessiva di 20mila euro, ha sporto denuncia alla polizia. Il pubblico ministero Brunella Sardoni aveva chiesto la condanna di entrambi. Per Magrì erano stati chiesti sei anni; cinque anni era la proposta di pena per Martorana.

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