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Manca la collaborazione e sono calate drasticamente le denunce. Lo ha detto il colonnello Mario Mettifogo, comandante provinciale dei carabinieri di Agrigento, durante la cerimonia del 201esimo anniversario della fondazione dell’Arma.

Nell’Agrigentino si fa sempre più spesso ricorso agli incendi di auto. Ben 141 casi negli ultimi 12 mesi. Fiamme, nella maggior parte dei casi, appiccati ad arte per minacciare, tentare di piegare al racket delle estorsioni, perfino per incutere paura e prevalere in controversie personali come le diatribe sentimentali o i problemi di vicinato. Nei 141 casi registratisi, le vittime, ossia i proprietari delle vetture danneggiate dagli incendi, non soltanto non hanno dato indicazioni sul possibile autore del rogo appiccato, ma non hanno neanche saputo – o meglio voluto – indicare la possibile causa.

Le sole due denunce, presentate spontaneamente, per estorsione, inoltre, nulla avrebbero a che vedere con i danneggiamenti, fatti con il fuoco, di autovetture.

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