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Matteo Messina Denaro

Un attacco violento al Made in Italy gastronomico che nell’anno dell’Expo 2015 raggiunge numeri spaventosi. Sono state infatti 7.985 le infrazioni penali accertate nelle varie filiere agroalimentari, più di 21 reati al giorno, con 126 arresti e 14.917 denunce penali per un giro d’affari che, tra sequestri e finanziamenti illeciti intercettati dalle forze dell’ordine, ha superato i 4,3 miliardi.

Un’esplosione vertiginosa del fatturato delle agromafie in uno dei segmenti più importanti del Made in Italy, che supera di ben 8 volte la cifra dell’anno precedente. Questi i dati diffusi da Legambiente a Expo, con un’anticipazione del Rapporto Ecomafia 2015, che sarà presentato a Roma il prossimo 30 giugno. L’iniziativa rientra nell’ambito di FestambientExpo, la manifestazione di Legambiente che si conclude domani 7 giugno a Cascina Triulza, nel Padiglione della Società civile.

Una vera impennata d’affari – viene spiegato in una nota – otto volte la cifre dell’anno scorso, che oscillavano intorno ai 500 milioni di euro. Con ben 30 clan mafiosi censiti da Legambiente in questi anni presi con le mani in pasta. A tavola è seduto il gotha delle mafie: dai Gambino ai casalesi, dai Mallardo al clan di Matteo Messina Denaro, dai Morabito ai Rinzivillo. La scalata mafiosa spesso approda nella ristorazione, dove gli ingenti guadagni accumulati consentono ai clan di acquisire ristoranti, alberghi, pizzerie, bar, che anche in questo caso diventano posti ideali dove ‘lavare’ denaro e continuare a fare affari.

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