SHARE

Forti contestazioni da parte di un gruppo di insegnanti ieri sera nei confronti dei componenti della Direzione del Partito democratico al Nazareno a Roma  mentre era in corso il vertice per fare il punto su riforma scuola e assunzioni insegnanti, riforma pensioni e flessibilità per i prepensionamenti. “Vergogna, vergogna” hanno gridato a chiunque arrivesse alla Direzione del Pd gli insegnanti precari arrabbiati. Contestati Ivan Scalfarotto, Sandro Gozi, Stefano Fassina,  Guglielmo Epifani Roberto Speranza ed anche Cesare Damiano che tuttavia afferma: “Ho votato un ordine del giorno che chiede risposte sulla questione dei presidi e a favore della battaglia dei precari: le proteste sono giuste quando il governo non ascolta” osserva Damiano che aggiunge: “il 15 giugno c’è una riunione con il ministro Poletti, un tema che mi sta molto a cuore: quello della riforma pensioni”. Alla sede del Nazareno, capita l’antifona, sono arrivati della entrate laterali, secondo quanto riporta l’Ansa, il premier Matteo Renzi, il ministro Maria Elena Boschi, Gianni Cuperlo e Pierluigi Bersani.

Riforma scuola e assunzioni insegnanti precari, le dichiarazioni di Matteo Renzi alla direzione del Pd. “L’Italia – ha detto il premier – deve essere competitiva sul capitale umano. Sulla scuola c’è un problema grosso come una casa. La scuola italiana è una signora scuola, ma magari è organizzata meno bene di altre scuole di altri Paesi. Bisogna andare su un sistema più meritocratico. Cultura, università, scuola ricerca, sono motori dell’Italia che verrà nei prossimi 20 anni. Abbiamo detto: mettiamo 1 miliardo da parte, assumiamo 100mila precari, diamo denari a chi fa formazione, 40 milioni di euro in più, mettiamo 500 milioni nella card insegnanti”.

La posizione della minoranza Pd. “Una parte significativa del nostro popolo – ha detto Stefano Fassina in direzione – non ha votato Pd per colpa di alcune svolte fatte: non so se ha valore l’accostamento dell’Economist tra Renzi e Thatcher ma sulla delega lavoro abbiamo preso la posizione elettorale del Pdl, sulla scuola i poteri dei presidi sono quelli del ddl Aprea. Se assumi i punti programmatici dei tuoi avversari poi non ti lamentare se i tuoi non ti votano”. Così Fassina nel suo intervento in direzione, aggiungendo che un primo passo per riaprire il dialogo con il popolo del Partito democratico “è l’apertura su alcuni nostri emendamenti sui presidi e un piano pluriennale per le assunzione”.