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“Il concorso della Rai è una occasione mancata per recuperare quella credibilità che dovrebbe avere la prima azienda di informazione in Italia”. E’ quanto si legge in un documento approvato dall’esecutivo dell’Ordine nazionale dei giornalisti dopo la convocazione “a sorpresa” – e a Bastia Umbria (in provincia di Perugia) non a Roma – di quasi cinquemila giornalisti professionisti che avevano presentato domanda di partecipazione al concorso entro i termini stabiliti.

“La scelta del concorso per 100 giornalisti ha avuto nel 2014 l’apprezzamento dell’Odg, che ha condiviso le procedure pur prendendo immediatamente le distanze da alcune aspetti contenuti nel bando di selezione. Ma la convocazione per la prima prova di 4.982 colleghi, con soli 20 giorni di preavviso e dopo 13 e più mesi di silenzio, testimonia un assoluto disprezzo per quanti coltivano il sogno di essere utili ai cittadini, attraverso l’informazione del servizio pubblico.
La scelta di Bastia Umbra, determinata in base ad un bando che ha ignorato le più elementari esigenze per garantire l’accessibilità dei partecipanti, dimostra una mentalità proprietaria dei responsabili di una azienda che grazie ai suoi giornalisti interni ha, in tante occasioni, combattuto importanti battaglie a tutela dei diritti dei cittadini.
Questi diritti vengono ora calpestati da decisioni irrispettose che determineranno una “decimazione” dei 4.982 che hanno presentato la domanda di partecipazione. L’Ordine dei giornalisti manifesta solidarietà ai colleghi che subiranno una inevitabile discriminazione con un’esclusione di fatto e anche a quanti dovranno affrontare ulteriori sacrifici per partecipare ad una selezione che avverrà senza le indispensabili condizioni di serenità. L’Odg chiede alla commissione di vigilanza e al governo, azionista Rai, di prendere una netta posizione,  censurando questo modo di gestire un passaggio delicato per l’azienda. Il silenzio apparirà come condivisione di un comportamento spezzante nei confronti dei diritti di 4.982 giornalisti”.

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