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Assoluzione perché il fatto non sussiste. Con questa formula il giudice dell’udienza preliminare di Agrigento, Stefano Zammuto, ha scagionato dalle accuse l’empedoclino Carmelo Marino, 80 anni, accusato di minacce aggravate ai danni del responsabile dell’Ufficio tecnico comunale di Porto Empedocle Luigi Gaglio. Marino, che è stato difeso dall’avvocato Luigi Troja, secondo l’accusa iniziale avrebbe detto al dirigente che gli sarebbero successe “cose brutte” estendendo il messaggio ai suoi familiari e prospettando, con un’affermazione colorita, che avrebbe fatto “scorrere del sangue”. L’episodio è accaduto il 27 giugno del 2013 nell’ufficio di Gaglio. L’anziano riteneva di essere vittima di un provvedimento ingiusto perché all’interno della sua abitazione si erano verificate numerose infiltrazioni. 

Marino, in particolare, riteneva di essere stato vittima di un’ingiustizia perché l’ufficio aveva autorizzato la modifica di una strada che, secondo lui, sarebbe stata illegittima e realizzata solo per favorire la famiglia dell’allora sindaco di Porto Empedocle Calogero Firetto che in nella zona dei lidi ha un appartamento. La modifica della sede stradale, secondo la sua versione, avrebbe provocato delle infiltrazioni di acqua all’interno della sua abitazione. 

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