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Renzi e Poletti

Il Governo Renzi in materia di riforma delle pensioni è impegnato a lavorare per inserire nuovi strumenti di flessibilità in uscita dal lavoro per l’accesso ai prepensionamenti nella legge di Stabilità. E’ quanto ha assicurato il responsabile del Welfare intervenendo a Firenze alle Giornate del Lavoro. Il ministro del Lavoro ha detto però che tutto ciò sarà fatto “con un unico vincolo, non vogliamo produrre – ha specificato Poletti – altro debito da scaricare sui giovani. Il danno in questo senso – ha spiegato l’esponente dell’esecutivo – è già stato fatto in passato”.

Riforma pensioni e flessibilità in uscita, nuovi interventi di Poletti e Damiano

“Abbiamo presentato un disegno legge – ha dichiarato subito dopo Cesare Damiano, presidente della commissione Lavoro della Camera ricordando il suo ddl per la flessibilità – che consentirebbe di andare in pensione a partire dai 62 anni di età”. La proposte prevede il pensionamento con 35 anni di contributi previdenziali e l’8% di penalità massima sugli assegni pensionistici. Tuttavia Damiano si dice soddisfatto del fatto che “il tema della flessibilità del sistema pensionistico – ha evidenziato l’esponente della minoranza del Partito democratico – sta diventando centrale”.

Decreto su rimborso pensioni, ammortizzatori sociali e Tfr al voto alla Camera

E mentre si parla di flessibilità in uscita per poter introdurre nel sistema nuove forme di prepensionamento, andrà al voto la prossima settimana in commissione Lavoro a Montecitorio, dopo la chiusura della discussione generale e la presentazione degli emendamenti, il decreto varato dal consiglio dei ministri che prevede nuove disposizioni urgenti in tema di pensioni, ammortizzatori sociali e Tfr, al quale è abbinata la sentenza della Consulta numero 70 del 2015. La relatrice del provvedimento e la parlamentare Anna Giacobbe de Partito democratico. Critiche sul decreto arrivano da Forza Italia. “Se il Governo Renzi non ritira il decreto con il quale restituisce solo una piccolissima parte del maltolto ai pensionati – ha dichiarato il senatore azzurro Domenico Scilipoti Isgrò – si rende artefice di una vera e propria truffa a danno di quegli italiani che più di altri – ha sottolineato – vivono in condizioni di indigenza”.